Indipendenza, un gruppo di valdostani dice: basta Roma!
POLITICA & ECONOMIA
di news il
21/09/2014

Indipendenza, un gruppo di valdostani dice: basta Roma!

Sabato 27 settembre dalla 19, è in programma la prima festa per l’indipendenza organizzata a Tzanté de Bouva a Fénis. Philippe Milleret (foto), musicista valdostano e imprenditore agricolo, ne è il promotore.
Cosa rappresenta questa festa?
«E’ un inizio. Vogliano raccogliere adesioni e idee, scambiarci opinioni. Siamo un movimento apartitico che punta all’indipendenza della Valle e non alle elezioni».
A cosa pensa quando parla di indipendenza?
«Penso ad un’indipendenza politica ed economica, quindi sto parlando di secessione, di basta Roma. Non abbiamo un modello precostituito, lo dobbiamo costruire, dobbiamo valutare se muoverci verso un modello svizzero o l’Arpitania libera. Ci sono mille possibilità. L’importante è sapere quello che pensano i valdostani».
E’ possibile, dal punto di vista economico, parlare di indipendenza?
«Sì, siamo convinti di sì. E’ un momento particolare: dobbiamo chiuderci a guscio per capire cosa abbiamo, le nostre potenzialità e poterci espandere al mondo intero a 360°. Non vuol dire chiuderci, ma vivere con le nostre forze. I 10/10 di tasse sono ridicoli perché ogni cittadino valdostano paga il 53% di tasse allo Stato e non sono quelle che tornano perché i tagli alle regioni autonome sono sempre più consistenti. Se la Valle d’Aosta fosse uno stato sovrano con uno sbarramento delle tasse al 20% avrebbe esattamente lo stesso tenore di vita attuale e si gestirebbe da sola la propria autonomia».
Un po’ di amarezza per l’esito del referendum scozzese?
«Se avesse vinto il sì e avrebbe dato una spinta a tutti i popoli europei. Questa sconfitta bisogna interpretarla. In realtà, questo significa che purtroppo le banche sono ancora sovrane. E’ bastato che dicessero che avrebbero ritirato i loro capitali ed è stata cancellata una nazione. Siamo schiavi del soldo».
Vi sentite vicini ai movimenti autonomisti?
«Il nostro movimento non sta puntando su un’indipendenza radicata nel patois o nel francese, ma nel rinvigorire la nostra cultura. Ogni lingua è valida basta che aiuti a tenere vivo lo spirito di una nazione. Il popolo valdostano ormai è solo fatto di elettori, è spaccato tra partiti. Dobbiamo tornare ad essere compatti ed è l’unico obiettivo possibile e si persegue tramite l’indipendenza».
Cosa si aspetta dalla festa di sabato prossimo?
«Chi verrà lì verrà a parlare e non ad ascoltare, creeremo delle risposte tutti assieme. Dobbiamo prendere coscienza che la nostra autonomia ormai non c’è più, è morta. I movimenti politici devono smettere di dire che non possiamo farcela da soli: l’autonomia è finita rimane solo l’indipendenza».
(Bruno Fracasso)

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