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Treni, i sindacati: «Non c’è mai stato un attacco così feroce»

Treni, i sindacati: «Non c’è mai stato un attacco così feroce»

La preoccupazione di Cgil, Cis, Uil e Savt per i trenta lavoratori che da lunedì potrebbero essere trasferiti fuori Valle

«Non è mai avvenuto un attacco così feroce al servizio ferroviario!». Non usano mezzi termini i rappresentanti delle sigle sindacali Cisl, Uil, Savt e Cgil durante l’incontro promosso dai ferrovieri in risposta ai pesanti tagli annunciati da Trenitalia. «I lavoratori (una trentina i dipendenti di Trenitalia che da lunedì saranno dirottati fuori Valle, ndr) e gli studenti sono ostaggio delle diatribe fra Regione, Trenitalia e Governo – dice Antonio Fuggetta della Cgil – ed è incredibile apprendere che si passerà da 24 corse a 6 nei giorni feriali e da 24 a 4 nei giorni festivi, la Regione dica con chiarezza se vuole le competenze in materia di trasporti ferroviari o se preferisce non occuparsi del problema».
Il disagio raccontato dai rappresentanti non si limita solo agli utenti ma si allarga anche ai lavoratori del settore che, come spiega Fuggetta, saranno costretti a “vagare” per il Piemonte in conseguenza alla soppressione delle corse. I sindacati annunciano quindi il calendario delle iniziative, oggi ci sarà un volantinaggio per mettere a conoscenza gli utenti della questione mentre la sera è prevista una catena di solidarietà a sostegno dei lavoratori. Venerdì si terrà un incontro con l’assessore regionale mentre lunedì è stata convocata una riunione da Trenitalia ma, come ci tengono a sottolineare i rappresentanti: «É stata convocata a Torino e questo è un pessimo segnale». «Questo è davvero un brutto segnale – dice Natale Dodaro della Uil – noi siamo sempre più preoccupati riguardo ai percorsi e alle vie di comunicazione che collegano la Valle al resto d’Italia, abbiamo paura che le conseguenze vengano patite non solo dagli utenti ma che si riversino perfino sui livelli occupazionali del settore». Non soltanto disattenzione da parte delle istituzioni nazionali e regionali ma durante l’incontro vengono denunciate anche le mancanze di interesse delle istituzioni locali come i comuni. «La volta scorsa siamo riusciti a recuperare la situazione per il rotto della cuffia – conclude il responsabile di Fit-Cisl- ora attendiamo le indicazioni che verranno dagli incontri di questa settimana e poi, unitamente alle altre sigle, valuteremo le iniziative da mettere in atto».
In foto un momento dell’assemblea di mercoledì sera
(andrea manfrin)

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