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Vigili del Fuoco professionisti: “Fuori la politica dal Corpo valdostano”

Durissima lettera del segretario regionale del sindacato autonomo CO.NA.PO. dopo le numerose critiche rivolte dai sapeurs-pompiers volontaires nell'assemblea di domenica 5 ottobre

Durissima lettera del segretario regionale del sindacato autonomo CO.NA.PO. dopo le numerose critiche rivolte dai sapeurs-pompiers volontaires nell'assemblea di domenica 5 ottobre

Durissima presa di posizione, quella del CO.NA.PO., il sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, che attraverso una lettera a firma del segretario regionale Simone Oliveri, datata 9 ottobre 2014, a seguito delle numerose critiche rivolte durante l’assemblea di domenica 5 ottobre a St-Pierre da parte dei sapeurs-pompiers volontaires, “chiede una chiara presa di posizione in merito dall’amministrazione regionale al fine di porre fine a questa ormai insostenibile situazione, suggerendo la convocazione di un incontro chiarificatore con tutti i capi distaccamento”.
Piu’ nel dettaglio, in riferimento alla necessita’ di una loro sede, richiesta avanzata durante l’assemblea annuale dal comandante dei Vigili del Fuoco volontari, Valerio Cappelletti, il CO.NA.PO. sostiene che “in realta’ ne posseggono all’incirca una in ogni comune”.
E ancora: “Il personale professionista del corpo vive da 14 anni in una caserma fatiscente, pericolante, dimezzata negli spazi dal 2000 e da allora trasformata in un eterno cantiere. Dopo mille promesse, dall’ammodernamento della sede esistente alla costruzione di una nuova caserma dedicata ai Vigili del Fuoco (progetto poi tramontato, ndr), si e’ forse quasi al termine dei lavori di costruzione di una nuova ala, i cui spazi non saranno comunque completati per mancanza di fondi”.
Passando poi alle lamentele avanzate dai Vigili del Fuoco volontari circa una riduzione dei fondi a disposizione con conseguente diminuzione della formazione, il sindacato dei Vigili del Fuoco professionisti pone un interrogativo: “Se, come e’ evidente, vi e’ una mancanza di fondi, a chi dovrebbero essere destinati in via prioritaria?”. A tal proposito “questa organizzazione sindacale propone una riorganizzazione e ristrutturazione della componente volontaria e uno studio sull’accorpamento dei distaccamenti e una assegnazione degli automezzi in un’ottica di maggiore efficienza e razionalizzazione dei costi”, anche perche’ “vorremmo ricordare ancora le difficolta’ palesate di recente a effettuare, da parte di moltissimi volontari, le 12 ore minime obbligatorie annue di addestramento”.
Ma non e’ finita qui, perche’ – sulla richiesta del personale volontario di essere coinvolto tempestivamente in caso di intervento – “ci pare che, almeno da una parte della componente volontaria, ci sia una smania di apparire e comparire a prescindere dall’utilita’ e dall’economicita’. Crediamo anche che, dati alla mano, si potrebbero ottenere delle statistiche che evidenzierebbero quante volte vengono allertati i distaccamenti e quante volte, e in che tempi, rispondono”.
In merito al sistema di allertamento, quindi, il CO.NA.PO. sottolinea come alcuni anni fa “la sala operativa contattasse il capo distaccamento sul telefonino che l’amministrazione regionale gli aveva dato in uso”. Sistema che, a causa di “continui problemi”, poco tempo fa e’ stato sostituito da un altro, “assecondando le richieste del personale volontario”, che ha comportato l’acquisto “di innumerevoli cerca persone e di un software dedicato nella sala operativa attraverso il quale vengono contemporaneamente avvisati almeno tre componenti di ogni distaccamento; il tutto per una spesa di centinaia di migliaia di euro”.
Dunque, il monito del sindacato dei Vigili del Fuoco professionisti: “Se adesso si pensa a un nuovo sistema, ci chiediamo se non sia il caso che qualcuno indaghi e qualcun altro risponda dei soldi spesi in maniera cosi spensierata”.
In definitiva, l’affondo forse piu’ pesante: “CO.NA.PO. teme che il Corpo valdostano dei Vigili del Fuoco, nelle sue due componenti, sia diventato oggetto di una strumentalizzazione politica messa in atto ad arte da soggetti che probabilmente hanno visto nell’ingente numero di volontari (1383 per 76 distaccamenti, ndr) un possibile bacino di voti a cui improvvisamente rivolgere la propria attenzione”.
(pa.ba.)

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