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Obama, sconfitto nonostante un’economia che tira

L’era del primo presidente di colore della storia americana è finita il 4 novembre, con la secca sconfitta dei democratici alle elezioni di metà mandato, che hanno sancito la netta vittoria dei repubblicani, nonostante la “tenuta” di Obama in due stati importanti come New York e California.
Da più parti si diceva che queste elezioni sarebbero state un referendum su Obama. Adesso il presidente è, come lo definiscono gli americani, una “lame duck” – un’anatra zoppa -: in carica ancora due anni, ma senza la maggioranza né al al Senato né alla Camera.
Obama al tappeto. Eppure l’economia statunitense va bene (il Pil è in forte crescita), il costo del carburante ai distributori è crollato, l’occupazione è risalita (+ 10 milioni di posti di lavoro). Cosa non va allora? E’ che la classe media è in crisi: tutti faticano ad arrivare alla fine del mese, le tasse sono elevate e, soprattutto, la qualità dei posti di lavoro è insoddisfacente, con la diseguaglianza che aumenta. Come faranno i repubblicani a raddrizzare? Difficile dirlo. Una cosa è certa: Obama avrà le mani legate sulle riforme e, se vuole lasciare un segno della sua presenza alla Casa Bianca, dovrà scendere a patti con i repubblicani. Il primo confronto sarà quello delal riforma fiscale, con l’intesa fallita già due anni fa. E poi la riforma sanitaria, che i repubblicani vorrebbero cancellare e che lo stesso Obama ha detto più volte che così com’è non funziona.
E’ certo che noi italiani facciamo fatica a capire le ragione della sconfitta di Obama. Magari avessimo anche noi un’economia in crescita, prezzi dell’energia in calo e un’occupazione in costante aumento!
Per uscire dalla crisi, che loro stessi hanno generato, gli Usa hanno scelto una politica completamente diversa rispetto a quella europea: immissione nel mercato di molta moneta a sostegno dei consumi. Ha funzionato, alemno nel senso della creazione di posti di lavoro (anche se non di qualità). Noi europei abbiamo intrapreso la strada dell’austerità, e adesso ne stiamo pagando le conseguenze.
In Italia stiamo cercando di capire se le riforme che Matteo Renzi annuncia siano reali oppure semplice “fuffa”. La riforma di cui noi italiani abbiamo maggiormente bisogno credo sia quella culturale: cultura della legalità e rispetto delle regole. Solo così potremo risalire la china.

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