Inchiesta ospedale: la sentenza del processo attesa dopo le 14
CRONACA
di news il
24/11/2014

Inchiesta ospedale: la sentenza del processo attesa dopo le 14

Si è ritirato in camera di consiglio alle 11.35 il gup del Tribunale di Aosta, Giuseppe Colazingari, chiamato a pronunciare la sentenza (attesa dopo le 14) del processo con rito abbreviato che vede imputato il presidente della Regione, Augusto Rollandin – oltre ad altri sei tra costruttori, progettisti e amministratori di società – nell’ambito dell’inchiesta ‘Usque Tandem’ sulle modalità di acquisto del parcheggio pluripiano e di affidamento dei servizi di ingegneria e architettura per l’ampliamento a est dell’ospedale Umberto Parini.
Questa mattina, nelle due ore di durata dell’udienza, dalle 9.34 alle 11.35, per prima ha preso la parola l’accusa, rappresentata dal pm Daniela Isaia, che ha sostanzialmente ribadito come le modifiche apportate al contratto preliminare di compravendita di cosa futura (stipulato il 10 dicembre 2010 tra Rollandin e il costruttore Giuseppe Tropiano della St-Bernard Srl per l’acquisto del parcheggio pluripiano) fossero in realtà «sostanziali» rispetto alle «rettifiche o integrazioni non sostanziali» che la delibera di Giunta regionale del 12 novembre 2010 (con bozza di contratto preliminare allegata) aveva dato «in facoltà al presidente della Regione».
Più nel dettaglio, l’«ingiusto profitto» e il «rilevante vantaggio economico» per la parte venditrice – la società St-Bernard Srl – sarebbero stati resi possibili – tra le altre cose – dalla firma di un contratto preliminare con l’aggiunta all’articolo 1 dell’espressa «esclusione del tunnel di collegamento sotto il sedime di via Roma», modifica che secondo l’accusa avrebbe «esplicitato l’esclusione dell’esecuzione dei lavori relativi al tunnel dagli obblighi del venditore», lasciando però «invariato il prezzo convenuto» di 16.900.000 euro più Iva.
All’uscita dall’aula al terzo piano del palazzo di giustizia, l’avvocato Claudio Morra di Torino – legale di Rollandin – ha affermato: «Abbiamo fornito repliche idonee al caso in giudizio, in cui ci sono circostanze fattuali precise».
Dal canto suo, l’avvocato Claudio Soro di Aosta – legale del progettista Serafino Pallù – ha commentato: «Abbiamo fornito una replica completa, da parte della pubblica accusa vi è una diversa interpretazione della vicenda».
Piuttosto dure, invece, le dichiarazioni rilasciate all’uscita dal legale del costruttore Giuseppe Tropiano, l’avvocato Silvano Rissio di Torino: «Si può discutere per quanto si vuole sull’opportunità politica di una tale operazione, il fatto è che qui ci si deve attenere agli eventuali presupposti per ravvisare un reato di abuso d’ufficio, reato che non c’è perché quella clausola inserita nel contratto preliminare era assolutamente lecita (il riferimento è all’ultimo comma dell’articolo 12 del contratto, che recita: «Le parti convengono che l’agibilità debba intendersi ai fini del presente acquisita anche nell’ipotesi in cui il mancato rilascio dipenda da cause non imputabili» alla St-Bernard Srl, ndr). Questo processo è stato caricato di pressioni politiche che nulla hanno a che vedere con dettagli di natura giuridica».
Oltre al filone per concorso in abuso d’ufficio aggravato che vede imputati Rollandin, Tropiano e Pallù, ve ne sono un secondo per concorso in abuso d’ufficio che vede imputati Tropiano, Pallù, l’amministratore unico di Coup Srl, Paolo Giunti, e il responsabile unico del procedimento per Coup Srl, Alessandro De Checchi, circa la presunta illegittimità dell’affidamento diretto (tramite procedura negoziata) dei lavori di realizzazione del tunnel di collegamento sotto via Roma all’Edilsud Srl e un terzo per concorso in turbativa d’asta che vede imputati Pallù, De Checchi e gli ingegneri Matteo Gregorini e Biagio De Risi del raggruppamento capeggiato dalla CSPE Srl di Firenze per l’assegnazione dei servizi di ingegneria e architettura per l’ampliamento a est dell’ospedale Umberto Parini di Aosta.
Ora si resta in attesa della sentenza.

LE RICHIESTE DELL’ACCUSA
Rollandin: un anno e 6 mesi (in caso di condanna la trasmissione degli atti per l’avvio dell’iter di sospensione dalla carica elettiva ai sensi dell’articolo 7 della cosiddetta ‘Legge Severino’);
Tropiano: un anno e 9 mesi;
Pallù: due anni;
Giunti: un anno e 6 mesi;
De Checchi: un anno e 9 mesi;
Gregorini: un anno e 8 mesi;
De Risi: un anno e 3 mesi.
(pa.ba.)

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