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Sport invernali: “Dal bambino all’atleta evoluto”; la serata sull’allenamento fa il botto

Sport invernali: “Dal bambino all’atleta evoluto”; la serata sull’allenamento fa il botto

Ospiti d'eccezioni nell'appuntamento organizzato dall'Alpstation di Aosta

Pubblico delle grandi occasioni per la serata organizzata dall’Alpstation di Aosta con il contributo tecnico del Centro Sportivo Esercito, il tema la metodologia di allenamento negli sport invernali endurance: dal bambino all’atleta evoluto.
Ad aprire la serata è stato Paolo Riva, istruttore nazionale e allenatore della squadra di Coppa del Mondo di sci di fondo, che ha sottolineato la grande partecipazione all’evento: «È veramente bello vedere così tanto pubblico, perché ciò sta a significare che l’argomento è di interesse, la mia speranza è che vi siano altre serate con un focus sempre più grande, al fine di non abbassare mai la guardia, perché al momento il lavoro valdostano funziona bene, e lo dimostrano i quattro atleti rossoneri in squadra nazionale di sci di fondo, ma non bisogna mai smettere di impegnarsi, studiare ed informarsi».
Da qui è partita la carrellata di nozioni tecniche, miste a consigli e aneddoti, con Luca Gorret, istruttore nazionale e allenatore di sci club da diversi anni che ha incentrato il suo intervento sull’importanza della fase ludica dell’allenamento: «Nel lavoro con i ragazzi dello sci club ricopre un ruolo cardine il gioco, infatti, tramite allenamenti a carattere ludico si riescono a migliorare le capacità coordinative e motorie dei più bravi e al contempo si va a lavorare sulla formazione e l’educazione, trasmettendo passione e divertimento- spiega Luca-. E’ infatti molto importante rispettare le fasi di sviluppo e le fasce sensibili dei ragazzi perché i bambini non sono atleti grandi in miniatura».
Infine il focus della serata, con gli interventi di Massimo Stella, medico ortopedico, e di Luigi Devizzi, fisioterapista ed osteopata, si è spostato sull’importanza della prevenzione agli infortuni e dello sviluppo muscolare.
Infatti come spiega Stella, spesso è meglio una giornata di riposo che un allenamento fatto male: «Nella metodologia dell’allenamento giocano un ruolo chiave anche le pause, ciò per evitare sovraccarichi. Di fatto nell’età dello sviluppo sovraccarichi porterebbero a problemi ortopedici quali lordosi o scogliosi o a patologie alle ginocchia, alle anche o alle spalle ciò per via delle cartilagini non ancora completamente sviluppate, per questi motivi le pause assumono un ruolo importantissimo nell’allenamento di un atleta al fine di diminuire e controllare le sollecitazioni e i sovraccarichi».
Per prevenire tali infortuni diventa quindi molto importante l’allenamento di prevenzione, cioè attuare delle strategie e delle metodologie di allenamento che possano evitare l’insorgere di problematiche e patologie gravi, per fare ciò una strategia sempre più utilizzata e di moda è il core stability, che Devizzi spiega così: «Il core stability è una strategia di prevenzione utilizzata in diversi sport, col quale si va a lavorare sul centro del nostro corpo, lavorando principalmente sulla zona pelvi-schiena-anche.
L’obiettivo è quello di stabilizzare il nostro corpo nei movimenti, e nella ricerca dell’equilibrio dinamico al fine di prevenire tutti gli infortuni precedentemente elencati».
(mathieu courthoud)

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