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Incremento dei furti nel 2014: «Reazione del sistema normativo un po’ debole, diciamo che venire in Italia è conveniente»

Incremento dei furti nel 2014: «Reazione del sistema normativo un po’ debole, diciamo che venire in Italia è conveniente»

Ad affermarlo è stato il questore di Aosta, Maurizio Celia, durante la presentazione dei dati sull'attività della Polizia di Stato nell'ultimo anno; in «sensibile aumento» i sequestri di sostanze stupefacenti

«Diciamo che venire in Italia è conveniente», d’altra parte «la reazione del sistema normativo non è eccezionale, è un po’ debole».
Così il questore di Aosta, Maurizio Celia, commenta i dati relativi all’aumento dei furti perpetrati in Valle d’Aosta nel 2014, saliti dai 1.722 del 2013 ai 1.863 dell’anno appena concluso.
Per quanto riguarda quelli trattati direttamente dalla Questura, questi sono passati dai 295 del 2013 ai 410 del 2014, motivo per cui il questore ha ammesso che «c’è stato un obiettivo aumento dei furti, un centinaio dei quali fanno riferimento soltanto a tentativi, ma questo poco importa: il fenomeno è cresciuto, seguendo sostanzialmente il trend nazionale».
Un fenomeno, quello dei furti in alloggio, che secondo gli inquirenti ha subìto modificazioni di recente nella sua natura: «Se un tempo ci si concentrava su una determinata batteria di malviventi, e una volta identificata e fermata si arrestavano anche i furti, oggigiono non è più così – spiega Celia -. Sono state diverse le bande criminali che hanno agito sul territorio, come quelle di origine rumena, quelle albanesi e anche quelle georgiane», fermo restando i diversi casi di ‘battitori liberi’, ragione per cui «l’attenzione deve essere massima verso la presenza sul territorio di queste altre organizzazioni, non più soltanto sulla criminalità organizzata di stampo camorristico e ‘ndranghetista, anche perché il rischio è che le organizzazioni straniere possano entrare in sintonia tra loro».
Passando agli altri «reati predatori», le rapine sono passate dalle 11 del 2013 alle 15 del 2014, «ma soltanto due sono state perpetrate a mano armata (di coltello, ndr), nella maggior parte dei casi si è trattato di borseggi».
In lieve diminuzione le estorsioni, passate da 21 a 19, anche se il questore Maurizio Celia ha tenuto a precisare che «12 si riferiscono a reati commessi via web, in particolare tramite i social network». Non sono state ravvisate «richieste estorsive a danno di titolari di esercizi commerciali, quasi sempre si è trattato di condotte» paragonabili «all’esercizio arbitrario delle proprie ragioni».
In un simile contesto, corre l’obbligo rammentare che – paradossalmente – il numero complessivo dei compartamenti illeciti è diminiuto dai 4.573 del 2013 ai 4.448 del 2014.
L’anno appena lasciato alle spalle – oltre che per i furti in appartamento – in Valle d’Aosta è stato caratterizzato da una piuttosto intensa attività di contrasto allo spaccio e al conseguente uso di sostanze stupefacenti, così come confermato dai dati in grammi dello stupefacente sequestrato («in sensibile aumento»): hashish da 107,97 a 539,16; marijuana da 2,4 a 769,6 più 39 piantine e un sacchetto di semi; cocaina da 7,37 a 82,063; eroina da 86,75 a 304,072.
In aumento i reati informatici scoperti dalla Polizia postale e delle comunicazioni, con il numero di denunciati passati da 50 a 65, mentre il numero complessivo di arrestati e denunciati è passato rispettivamente dai 47 del 2013 ai 52 del 2014 e da 439 a 592 (denunce sensibilmente incrementate «anche in virtù dell’operazione ‘Pinocchio’» della Polstrada sulla truffa alle assicurazioni.
Un dato, quello sugli arresti, «influenzato da quelli che noi siamo soliti chiamare ‘arresti diurni’, ovvero quelli dei passeur fermati alla frontiera, in particolare al Monte Bianco» a cura della Polizia di Frontiera «sia nei servizi di postazione fissa che nei servizi dinamici di retrovalico».
Restando in tema di immigrazione, infine, espulsioni e accompagnamenti alla frontiera e ai centri di identificazione ed espulsione sono diminuiti (esplusioni da 212 a 176 e accompagnamenti da 73 a 28) «sia perché si sono verificate meno occasioni per farlo, sia per via del fatto che molte volte i centri di accoglienza sono risultati già saturi», ha concluso il questore di Aosta, Maurizio Celia.
Nella foto il questore di Aosta, Maurizio Celia.
(patrick barmasse)

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