POLITICA & ECONOMIA
di news il
20/03/2015

Edilizia: «Fase drammatica, ma il sistema è sano e lotta per rimanere sul mercato»

«Fase difficile e drammatica». La Cassa edile di mutualità e di assistenza della Valle d’Aosta lancia un nuovo allarme: «le imprese di costruzioni sono risucchiate dalla crisi; il 43% è risucchiato nel tunnel, mentre solo il 28% vede uno spiraglio di luce». Insomma, l’osservatorio di mercato sul sistema della costruzioni in in Valle d’Aosta conferma la fase drammatica delle imprese, coinvolte in un mercato che non cresce. La ricerca, infatti, parla di un 43% di aziende ancora in piena crisi, con il 29% che «ha i fari accesi e solo il 28% che vede qualche spiraglio di luce». Buio completo si registra per il 16% delle imprese intervistate, che fanno registrare una perdita di fatturato di oltre il 20%; queste, per la maggior parte, sono aziende che operano principalmente nel settore delle opere pubbliche e che, per tirare avanti, non vedono altra soluzione che non sia quella di tagliare il personale. In questo scenario, solo il 20% delle imprese evidenzia un debole aumento di fatturato, exploit che registra soprattutto tra chi, forse più lungimirante, o «evoluto», ha aperto il proprio mercato al di fuori della Valle d’Aosta, concentrandosi maggiormente sulle ristrutturazioni, piuttosto che sulle opere pubbliche.
Le soluzioni a tutto questo? Ci sono, ma per lo più sembrano limitate a strumenti “straordinari”, ma di portata limitata. Tra le imprese valdostane, la maggior parte agiusce con strategie rapide e dagli effetti immediati: il 31% ha ridotto i costi di gestione, mentre il 27% ha operato tagli al personale, mentre il 17% prova a tirarsi fuori dalle secche attraverso un finanziamento ponte. Il 6.4%, infine, rinvia investimenti già programmati. In questo quadro di reazioni, solamente pochi hanno provato ad “aggredire” la situazione, con investimenti volti a specializzarsi e qualificarsi (5,4%), allargare il proprio ambito operativo alle attività di project financing o ai servizi di gestione (5%), aggregandosi temporaneamente (4%) o stabilmente (1,5%), o attraverso la creazione di reti di impresa (2%).
Tra le imprese interviste, emerge comunque un comparto che prova a ripensire le proprie strategie, con il 22% che dimostra capacità innovativa, con la quota che sale al 46% per le aziende leader. Oltre il 35% ha acquistato attrezzature o macchinari più moderni, mentre il 28% ha provato a utilizzare nuovi materiali, o ha ricorso a nuove tecnologie o allo sviluppo dell’informatizzazione aziendale (13%). In pochi (6%) hanno acquistati nuovi mezzi di trasporto, anche attrezzati (6%). Per concludere l’analisi dei dati della ricerca, infine, il 5% ha puntato su corsi di formazione per il personale per adeguamento alle nuove tecniche produttive, ma anche alle nuove norme di sicurezza.
«Questo ripensamento non può avvenire per singoli comparti o singole categorie – spiega la presidente Rossana Pagani Lero -, deve essere tutto il sistema a riorganizzarsi verso le nuove esigenze della Valle d’Aosta, che oggi sono relative soprattutto alla riqualificazione del territorio, al riuso delle aree dismesse e alle nuove esigenze urbane. Queste domande oggi non trovano risposta, sia per mancanza di fiducia e di investimenti, ma soprattutto per mancanza di un chiaro quadro di riferimento a lungo termine che metta il settore nelle condizioni di programmare la sua trasformazione. Il nostro sistema, nonostante la crisi, è sano e cerca di rimanere a tutti i costi nel mercato».
(al.bi.)

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