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Giovane picchiato a Courmayeur: botta e risposta tra Assemblea Studentesca e CasaPound

Giovane picchiato a Courmayeur: botta e risposta tra Assemblea Studentesca e CasaPound

I leader del movimento di sinistra: «Non è una cosa circoscritta solo a questa volta, ma per noi finisce tutto qui»; la replica: «Non siamo un movimento dedito ai pestaggi, chi sostiene il contrario ne risponderà in tribunale»

«E’ stato un fatto spiacevole e la cosa, in realtà, non è solo circoscritta a questa volta, visto che in sei mesi alcuni nostri membri sono stati sottoposti a minacce. Non abbiamo comunque interesse a gettare benzina sul fuoco e per noi finisce tutto qui. Di sicuro continueremo a impegnarci nella lotta contro la riforma della scuola». L’Assemblea Studentesca Valdostana (movimento appartenente all’area di sinistra) getta acqua sul fuoco delle polemiche che si sono sviluppate dopo la notizia dell’aggressione subita lunedì in tarda serata, nel corso della festa di San Pantaleone a Courmayeur, da uno dei suoi componenti da parte di un 18enne del Blocco Studentesco, organizzazione vicina a Casapound. «Verso mezzanotte un ragazzo di 15 anni, membro del gruppo, è stato avvicinato da parte di un esponente di CasaPound – ha fatto sapere in mattinata l’Assemblea Studentesca Valdostana sul suo profilo facebook -. Questo ha provocato il ragazzo che, nonostante non abbia reagito alle provocazioni, ha subìto calci, pugni e ginocchiate in faccia. Allontanandosi tra le risate di scherno degli aggressori (il militante di Casapound era stato raggiunto da altri appartenenti all’organizzazione), il quindicenne sanguinante ha effettuato alcune telefonate. È stato quindi raggiunto e aggredito da un altro militante che lo ha preso per il viso e l’ha strattonato intimidendolo. Il nostro membro è poi riuscito ad allontanarsi per chiedere l’intervento dei soccorsi». Alla base del fatto ci sarebbe la foto di un volantino di CasaPound dato alle fiamme dal giovane aostano e poi postata sul suo profilo facebook. Al 15enne è stata riscontrata una prognosi inferiore ai 5 giorni, per cui il reato non è procedibile d’ufficio e ai carabinieri, che sono arrivati quando tutto era finito, non resta che attendere un’eventuale querela da parte della famiglia del quindicenne.
La replica di CasaPound non si è fatta attendere. «CasaPound Italia non è un movimento dedito a pestaggi o spedizioni punitive e chi sostiene qualcosa di diverso sarà chiamato a risponderne in Tribunale – si legge in un comunicato diffuso nel pomeriggio -. Troviamo ridicolo che un movimento che ha fatto della provocazione nei nostri confronti la sua arma principale ora denunci un’aggressione da parte nostra. CasaPound fa politica 365 giorni l’anno, alla luce del sole e firmando ogni singola iniziativa. A dimostrazione di ciò c’è il fatto che in sei anni di attività sul territorio non è mai stata coinvolta in episodi del genere. Noi continueremo per la nostra strada con le nostre attività nel sociale a sostegno delle famiglie Italiane ignorando le manie di protagonismo di chi è disposto a tutto per un po’ di notorietà».
(d.p.)

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