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Terrorismo: scarcerato l’avvocato algerino arrestato mercoledì al Traforo del Gran San Bernardo

Terrorismo: scarcerato l’avvocato algerino arrestato mercoledì al Traforo del Gran San Bernardo

Rachid Mesli, su cui pende un mandato di cattura internazionale spiccato dalle autorità algerine, ha l'obbligo di dimora ad Aosta fino a martedì, quando la Corte d'Appello di Torino si riunirà per esaminare il caso nel merito

Martedì 25 agosto i giudici della Corte d’Appello di Torino si riuniranno per esaminare il fascicolo relativo all’avvocato algerino Rachid Mesli (foto), attivista per i diritti umani dei popoli arabi, arrestato nel primo pomeriggio di mercoledì dalla Polizia al Traforo del Gran San Bernardo in esecuzione di un mandato di cattura internazionale spiccato dalle autorità di Algeri. Alla guida della sua automobile, insieme alla moglie e a uno dei tre figli, stava entrando in Valle d’Aosta per trascorrere alcuni giorni di vacanza.
In attesa della decisione dei giudici italiani, che dovranno prima di tutto stabilire se Mesli dovrà essere sottoposto a misura cautelare nell’attesa della pronuncia su una sua eventuale estradizione in Algeria, al momento non richiesta, l’avvocato ricercato dal suo Paese per «terrorismo» – dopo la convalida dell’arresto – è stato scarcerato dalla casa circondariale di Brissogne, con la prescrizione dell’obbligo di dimora ad Aosta fino a martedì, quando la Corte d’Appello di Torino esaminerà il suo caso.
Rachid Mesli, che dal 2000 vive con la sua famiglia a Ginevra, in Svizzera, dove gode dello status di rifugiato politico, come legale in Algeria ha difeso alcuni capi storici del Fronte islamico di salvezza, venendo incarcerato nel 1996 per 3 anni con l’accusa di «aver supportato il terrorismo».
Secondo quanto riferito venerdì dalla fondazione Al-Karama, della quale Mesli è stato co-fondatore nel 2004 ed è attualmente responsabile legale, il mandato d’arresto dell’Interpol riguarderebbe una condanna del 6 aprile 2002 a 20 anni di carcere per essere stato in contatto con «terroristi in Algeria» e per aver fatto parte di un «gruppo terroristico che operava al di fuori» del paese nordafricano.
«Le accuse contro Rachid Mesli sono ridicole», ha dichiarato non appena appresa la notizia del suo arresto, Mourad Dhina, direttore esecutivo di Al-Karama, organizzazione attraverso la quale Mesli ha denunciato numerose violazioni dei diritti umani nel mondo arabo. «Rachid Mesli è un difensore dei diritti umani, rifugiato politico in Svizzera e cittadino con passaporto francese», ha aggiunto Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, che – in riferimento alla conclusione di altre due situazioni analoghe – ha precisato: «In passato le autorità giudiziarie di Germania e Inghilterra lo hanno rilasciato dopo le informazioni fornite da Amnesty».
In caso di estradizione, sia secondo i vertici di Al-Karama che secondo Amnesty International, Rachid Mesli «rischia di subire altre persecuzioni».
(pa.ba.)

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