Omicidio Milliery: per l’unico indagato si profila la richiesta di giudizio immediato
CRONACA
di news il
27/08/2015

Omicidio Milliery: per l’unico indagato si profila la richiesta di giudizio immediato

Le anticipazioni della perizia svolta dal medico legale di Genova, Armando Mannucci, consegnata nei giorni scorsi sul tavolo del sostituto procuratore Luca Ceccanti, lasciano poco spazio a dubbi: è del pensionato 78enne di La Salle, Elio Milliery, il sangue rinvenuto sulle mani e dietro le unghie del 34enne cubano Osmany Lugo Perez. Lo dice l’esame del DNA.
Milliery fu ucciso la sera dell’8 maggio scorso – poco prima delle 22 – in una scarpata della strada poderale di accesso alla sua baita di frazione Liaey, a La Salle, a pochi metri dal ponte sulla Dora, trafitto da numerosi fendenti in tutto il corpo.
Per quell’omicidio è tuttora in carcere Osmany Lugo Perez, il giovane cubano arrestato la sera stessa dell’omicidio, dopo essere stato rintracciato un’ora dopo dai carabinieri mentre camminava lungo una stradina a qualche chilometro di distanza dal luogo del delitto.
A spingere il 34enne a compiere l’omicidio volontario – secondo la Procura – sarebbe stata una lite scoppiata tra i due per motivi di gelosia legati all’ex donna del cubano, che Milliery ultimamente frequentava.
Era stata la stessa ragazza, poco prima dell’omicidio, a telefonare al 112 per riferire della violenta lite in atto tra Osmany Lugo Perez ed Elio Milliery.
Al loro arrivo, in una scarpata della strada sterrata di accesso alla baita di frazione Liaey, dove qualche ora prima si era tenuto un pranzo in cui si erano consumati anche parecchio vino e bevande alcoliche, gli uomini dell’Arma dei carabinieri avevano però scovato il corpo del pensionato ormai privo di vita, riverso a terra in una pozza di sangue.
L’arma del delitto non è mai stata ritrovata, «molto probabilmente Lugo Perez l’ha lanciata nelle acque della Dora», sostengono gli inquirenti.
Interrogato più volte, Osmany Lugo Perez ha ammesso di avere litigato con Elio Milliery, sostenendo però di non ricordarsi di averlo ucciso.
Una serie di dichiarazioni «parzialmente confessorie», aveva dichiarato all’indomani dell’ultimo interrogatorio il sostituto procuratore Luca Ceccanti, con i risultati di quest’ultima perizia che sembrano avere chiuso il cerchio attorno al giovane cubano, nei confronti del quale ora si potrebbe prospettare la richiesta di giudizio immediato da parte della Procura con l’accusa di omicidio volontario.
(pa.ba.)

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