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Consiglio Aosta: maggioranza respinge attacco al portavoce

Consiglio Aosta: maggioranza respinge attacco al portavoce

Due mozioni e un'interrogazione sulla doppia nomina di Moreno Vignolini ad addetto stampa e portavoce del Comune: «Atto illegittimo» per l'opposizione

Respinte a maggioranza le due mozioni (una targata Lega Nord e UVP), l’altra sottoscritta da tutta la minoranza che hanno messo nel mirino la nomina di Moreno Vignolini a portavoce e reponsabile dell’ufficio stampa del Comune. Al centro dell’attenzione, la presunta incompatibilità delle due cariche, unite alla direzione della testata Aostainforma. «Ci siamo rivolti all’avvocato Piercarlo Sommo, segretario generale dell’associazione comunicazione pubblica e istituzionale – spiega il sindaco Fulvio Centoz – e ci è stato riferito che nulla impedisce a un portavoce di esercitare attività giornalistica per il comune che l’ha nominato. Ovviamente il discorso cambia per l’esterno. Questa scelta – continua il primo cittadino – ricalca sostanzialmente quella dell’amministrazione passata, anzi c’è stata una riduzione dei costi, passando da 53 mila euro per ogni addetto stampa (erano due) a 51 mila per uno solo che in più svolge anche attività di capo di gabinetto. Apertura della scelta al consiglio? Nel governo precedente, i due addetti stampa hanno avuto nomina fiduciaria; lo stesso fatto da noi, che per di più abbiamo optato per un giornalista anche per il ruolo di portavoce, in quanto iscritto a un ordine, quindi con una deontologia da rispettare, che può garantire ruolo di comunicazione istituzionale per tutto l’ente». «I due compiti nella stessa persona sono un’anomalia – attacca Loris Sartore di Alpe -. Portavoce è collegabile alle figure apicali, mentre addetto stampa dovrebbe garantire tutto il consiglio. Vorremmo che la nomina del secondo avvenisse in consiglio comunale». Va giù duro Andre Manfrin (Lega Nord), che parla di un sindaco «che continua a citare pareri, invece di seguire la legge, mettendo a rischio un altro lavoratore dopo i due compromessi in precedenza. La legge 150-2000 prevede chiaramente che portavoce non possa esercitare attività giornalistica, come invece avviene. Sappiamo tutti che la scelta è stata fatta per rinnovare il contratto al signor Vignolini, vista l’impossibilità di prorogare nuovamente un accordo già sottoscritto due volte: chiediamo che contratto venga revocato, per procedere alla nomina di un addetto stampa quanto più condiviso dal consiglio, se Sindaco vuole portavoce che lo si paghi senza i soldi del Comune». Carola Carpinello (Altra VdA) si accoda e cita a supporto della tesi una «sentenza del consiglio dell’ordine dei giornalisti ligure, che ha radiato dall’albo un giornalista (portavoce del consiglio regionale), per il venir meno dell’esclusività dell’incarico: anche qui l’incompatibilità è evidente». Etienne Andrione (UVP) tira in ballo «l’aspetto politico – spiega -. Il sindaco pare destinato al ruolo di Fantozzi ogni volta che è chiamato a prendere una decisione, solo che prende sempre schiaffoni. Aveva diritto a portavoce, così come il consgilio ha diritto ad addetto stampa di fiducia, ma se prima non prende in mano la propria maggioranza verrà stritolato e Aosta continuerà il suo degrado». Dubbi sono sollevati anche da Luca Lotto (M5S) che ritiene «umanamente impossibile portare avanti due incarichi, visto che se soggetto le deve qualcosa per la stima riposta, non potrà comportarsi in maniera neutrale con l’assemblea». Nicoletta Spelgatti (Lega) porta ad esempio un’intervista in cui il sindaco Centoz parla di consapevolezza del fatto che «”portavoce non può fare direttore della rivista Aostainforma, dobbiamo trovarne un altro”. Ma detto questo – continua Spelgatti – sembra darsi contro da solo». Vincenzo Caminiti (UV) chiede un maggiore «confronto con le altre parti». «Delibera e norma sono vistati da pareri di legittimità – conclude Centoz -. Ci sono dirigenti che hanno istruito la pratica e si assumono la responsabilità: all’inizio avevamo anche noi dei dubbi, che poi sono stati fugati da parere successivo. Il portavoce, comunque, è sempre a disposizione di tutti e non si è mai rifiutato di fare qualcosa per la minoranza». L’ultima punzecchiatura arriva dall’interrogazione del rientrante Giampaolo Fedi (che ha preso il posto di Dina Squarzino tra i banci di Alpe): «Sono state fatte verifiche per capire se all’interno del comune ci fossero dipendenti in grado di occupare la carica»? «Il presupposto è la fiduciarietà – chiude la porta Centoz -; noi abbiamo aggiunto l’idea di scegliere un giornalista per garantire l’ente».
(al.bi.)

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