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Morte Corrado Gex, condannato per diffamazione grande accusatore

Morte Corrado Gex, condannato per diffamazione grande accusatore

Una stangata, quella inflitta stamane a Igino Melotti, che ha sempre parlato di un complotto volto a occultare la verità sullo schianto aereo in cui il 25 aprile 1966 morirono otto persone; dovrà risarcire la parte civile Cesare Balbis

Una stangata. E’ quanto inflitto questa mattina a Igino Melotti, 76 anni (foto), condannato per diffamazione dal giudice monocratico del Tribunale di Aosta, Marco Tornatore, al pagamento di una multa di 1.000 euro oltre alle spese processuali, a una provvisionale alla parte civile di 6.000 euro, a 3.420 euro di compenso legale della costituita parte civile e alla pubblicazione della sentenza di condanna su alcuni media locali, con il giudice che ha disposto inoltre l’invio degli atti in Procura per verificare la sussistenza di un eventuale reato di falso nei confronti dello stesso Melotti, che ha dichiarato di usufruire del gratuito patrocinio legale a spese dello Stato quando in realtà non ne avrebbe avuto diritto.La sua condanna è giunta al termine di una camera di consiglio durata oltre un’ora: a denunciarlo era stato Cesare Balbis, 81 anni, che all’epoca della tragedia che costò la vita – tra gli altri – al deputato valdostano Corrado Gex, il 25 aprile 1966 sulle colline di Castelnuovo di Ceva, in provincia di Cuneo, faceva parte degli organi direttivi dell’AerAosta.Secondo quanto contenuto nel capo di imputazione formulato dal sostituto procuratore Pasquale Longarini, che al termine della sua requisitoria aveva chiesto la condanna di Melotti a 3.000 euro di multa, «inviando tre e-mail» in data 23 marzo 2014, 15 aprile 2014 e 2 settembre 2014 «a Cesarino Balbis e ad altre persone, offendeva la reputazione di Cesarino Balbis definendolo ‘Pinocchio del Cielo’», insinuando il fatto che Balbis avrebbe percepito parte di 120 milioni di lire «per il coinvolgimento di AerAosta Spa nel complotto volto a occultare la verità circa la tragedia aerea» nella quale perse la vita Gex.Più nel dettaglio, secondo l’accusa Melotti ha asserito che Balbis si sarebbe reso autore di una «falsa testimonianza davanti alla Procura di Mondovì in relazione alle indagini relative alla tragedia aerea», nel momento in cui avrebbe «falsamente dichiarato sotto giuramento che l’aereo» schiantatosi sulle colline di Ceva «era di proprietà di Corrado Gex».Per Melotti, rappresentato in aula dall’avvocato Veronica Menegatti, il Pilatus Porter che precipitò quel 25 aprile 1966 in Piemonte era delle Officine Aeronavali, anche se – così come spiegato nella precedente udienza del 4 marzo dallo stesso Balbis – nemmeno un mese prima della tragedia, Corrado Gex aveva stipulato una scrittura privata con le Officine Aeronavali per l’acquisizione della proprietà del Pilatus Porter, passaggio di proprietà che sarebbe dovuto essere formalizzato attraverso una voltura che, però, non venne mai perfezionata a causa dello schianto.«E’ un incubo che il mio assistito sta vivendo ormai da due anni, che dico due anni, di più – ha affermato nella sua arringa il legale di Balbis, l’avvocato Corrado Bellora -. Siamo in presenza di attacchi assolutamente gratuiti alla persona del Balbis e alla sua reputazione, le affermazioni del Melotti sono assolutamente false oltre che diffamatorie».Una tesi, quella dell’accusa e della parte civile, condivisa dal giudice, che ha fissato in 30 giorni il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza.(pa.ba.)

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