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Pastoret (Uv): coagulare forze politiche attorno a problemi

Pastoret (Uv): coagulare forze politiche attorno a problemi

Intervista al presidente dell'Union Valdotaine su riforme e allargamento maggioranza

 

 

E’ intorno alla necessità di effettuare le riforme e rivedere lo Statuto che le forze politiche si stanno confrontando. Per le riforme serve una maggioranza ampia in Consiglio Valle (24), da qui la necessità di trovare convergenze. Ennio Pastoret (foto), presidente dell’Uv, principale responsabile della riforma dato il peso preponderante che ha nella maggioranza di governo. Gli poniamo una serie di domande sul perché è necessario mettere mano ad una riforma e su quali punti. Presidente, perché è così urgente mettere mano alle riforme? «Perché la clausola di salvaguardia ci permette di mettere mano alle riforme con una maggiore tranquillità dato che ci offre spazio di manovra e di ascolto. La concomitanza poi con la riforma costituzionale ci obbliga a farlo». E, per fare questo, cosa serve? «Serve un consenso ampio con una discussione approfondita non solo rinchiusa nell’ambito del Consiglio regionale, ma anche con la comunità». Cosa, concretamente, bisogna riformare? «Sicuramente la legge elettorale e la composizione del Consiglio regionale che è ferma attualmente perché prevista dallo Statuto e, quindi, è legge costituzionale. Sulla legge elettorale noi riteniamo che quella attuale non crei una maggioranza e una minoranza, ma vincoli troppo. Va fatta una riflessione più ampia possibile che dia una composizione dagli schieramenti certi che, con questa legge, non sono possibili». E sulla riforma della Statuto ci sono già delle proposte? «In questo ambito, si parlerà di tutto quanto lo Statuto. Non ci si siede attorno ad un tavolo a discutere con un documento già definito in mano. Non si tratta di predefinire temi o percorsi, ma di ottenere un forte sostegno in modo da definire scelte forti e avere un documento chiaro. Quanto ai contenuti ci sono dei punti evidenti, come il fatto che l’Unione Europea non fosse prevista nella nostra Carta perché non esisteva, non poteva tenere conto dei cambi delle competenze dello Stato e della Regione» Come considera questa opportunità di modificare lo Statuto regionale? «La modifica è una necessità, un obbligo, è vero, ma anche un’opportunità per coagulare delle forze attorno ad una necessità. Ci si confronta e poi si trovano delle soluzioni condivise. Io ho, naturalmente, una mia idea su procedure e contenuti, ma ogni forza politica avrà le sue e noi dovremo essere capaci di fare sintesi». (bruno fracasso)

 

 

 

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