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Consiglio Regionale: ok a sviluppo industria e artigianato

Consiglio Regionale: ok a sviluppo industria e artigianato

Approvato con l'astensione di Alpe e il voto contrario di Roberto Cognetta (M5S) il piano per il triennio 2016-2018, Donzel: «Risorse concrete, la Valle torna attrattiva»

E’ stato approvato con 28 voti favorevoli, l’astensione di Alpe e il voto contrario di Roberto Cognetta (M5S) il Programma pluriennale per l’innovazione e lo sviluppo dell’industria e dell’artigianato 2016-2018, presentato in aula dall’assessore alle Attività Produttive Raimondo Donzel (foto). «E’ un documento di grande importanza – spiega Donzel -, frutto della collaborazione con le parti sociali e possibile solamente a seguito dell’approvazione del POR 2014-2020 che ne ha definito le risorse a disposizione». L’assessore scende nei dettagli, parlando di un piano «che affronta una doppia crisi che ha colpito la Valle, non solo quella iniziata nel 2007 negli Usa e che dura da dieci anni», ma anche «un fenomeno che ha investito le regioni, da quando gli stati hanno iniziato a intervenire, su indicazione dell’UE, tagliando le disponibilità e colpendo un sistema economico particolarmente legato all’amministrazione regionale, come ad esempio l’edilizia». Il piano in questione si pone come obiettivo di «far tornare sotto i fari il settore industriale – continua Donzel -, un po’ come fatto da Bolzano che lo utilizza come volano per il turismo, vero aspetto trainante. Nonostante la crisi e le tante “carcasse industriali”, se si esclude l’edilizia, il nostro territorio ha una tenuta invidiabile, grazie soprattutto a realtà che si sono sviluppate grazie a interlocutori situati al di fuori dei confini regionali». La situazione non è così negativa, se si esludono le «problematiche legate ai trasporti, da sviluppare, e quelle legate alla formazione e all’abbandono scolastico, per cui stiamo cercando di rivoluzionare le modalità – ancora Donzel -. Per questo parliamo di un piano concreto, con meno fondi rispetto al passato, ma già tutti impegnati e presenti. Si diche che la Valle sia chiusa, ma i tanti accordi col Piemonte vanno proprio in tal senso, ossia cercare di far capire agli imprenditori che bisogna aprirsi, che bisogna fare rete alla ricerca dei bandi FESR». Qualcosa, però, si muove, visto che «tante idee sono partite e molti siti industriali che si credevano perduti stanno ripartendo – conclude Raimondo Donzel -. Ritorna il cioccolato, Finaosta e VdA Structure si stanno spendendo per l’area ex Balzano e stanno intavolandio discorsi con tante realtà. Lo sviluppo industriale non è un sogno, ma un qualcosa che sta decollando, con anche l’apporto di imprenditori valdostani, pronti a importanti investimenti: non abbiamo risolto i problemi, ma qualcosa di grosso sta avvenendo».Serve armonizzazione con il turismoEsprime apprezzamento Patrizia Morelli (Alpe), che parla di «uno sviluppo che non può prescindere dall’armonizzazione con il turismo, che deve sempre fungere da volano – dice -. Bisogna puntare sulla sostenibilità, spingendo le piccole aziende (1-5 addetti) a mettersi in rete per superare una certa mentalità di chiusura». Morellli evidenzia poi gli aspetti “negativi” su cui bisogna lavorare, dai «piccoli numeri della nostra Regione», passando per una «bassa apertura alle relazioni extra regionali, superabili con i nostri atout linguistici e culturali» o ancora il «fenomeno della disoccupazione giovanile, della mancanza di manodopera specializzata e dell’arretratezza infratrutturale legata a trasporti e banda larga».Solo buone intenzioniContrario al piano il consigliere del M5S Roberto Cognetta, vicepresidente della commissione che ha partorito il documento: «E’ un piano che non mi soddisfa – attacca – pieno di buone intenzioni, ma con le risorse messe alla rinfusa, che non prende di petto le reali esigenze del settore. Artigianato e industria soffrono moltissimo e nel piano non c’è un modo per uscirne: vero, si è ereditata una situazione disastrosa, ma non basta l’impegno dell’assessore a sopperire a carenze strutturali. Bisogna utilizzare le risorse per i cittadini, non per risolvere le carenze del bilancio regionale, e bisogna intervenire sulla formazione, per far sì che il piano non sia solamente bello da leggere».

(al.bi.)

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