Affaire ritiri: Paolo Maccari condannato per danno erariale
CRONACA
di news il
04/11/2016

Affaire ritiri: Paolo Maccari condannato per danno erariale

Condanna a 25 mila euro «per il fatto descritto nell’atto di citazione, con l’aggiunta degli interessi legali», oltre al pagamento delle spese di giustizia.Così il collegio della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Valle d’Aosta ha sentenziato in riferimento alla riassunzione del giudizio contabile che il 5 maggio scorso ha visto il procuratore regionale, Roberto Rizzi, contestare all’ex capo ufficio stampa della Regione, Paolo Maccari, un presunto danno erariale di 132.706 euro, ovvero gli incassi dei tornei di calcio ‘Trofeo Valle d’Aosta’ e ‘Trofeo Monte Bianco’ mai versati all’amministrazione regionale.Il giudizio amministrativo-contabile mosse le sue basi dall’Affaire ritiri, inchiesta penale avviata nel marzo 2002 dal sostituto procuratore Pasquale Longarini, che si concentrò sulla gestione dei ritiri estivi delle squadre di calcio professionistiche in Valle d’Aosta e – in un secondo tempo – su alcune attività di ospitalità dell’allora assessorato regionale al turismo.Secondo i giudici contabili, «va disattesa la tesi attorea secondo cui i proventi dei biglietti d’ingresso dei tornei, siccome non direttamente introitati dalla Regione, equivalgano sic et simpliciter a un danno erariale, perché comunque può considerarsi dimostrato che quei proventi sono stati largamente utilizzati, sia pur tramite la società Nikema, per finanziare le spese inerenti i tornei stessi», nell’ambito di un operato «del Maccari senz’altro opaco nei riguardi della Regione e palesemente irrispettoso delle norme che pur avrebbero legittimato la sponsorizzazione di quei tornei da parte dell’ente locale».Secondo l’accusa, «la società Nikema nel 1999 e nel 2000 fu lautamente remunerata attraverso il Casinò de la Vallée, è tutto agli atti, così come le dichiarazioni rese in sede di interrogatorio il 10 novembre 2002 (tre giorni dopo il suo arresto, ndr) dallo stesso Maccari, che parlò di incassi di pertinenza della Regione. Quindi la Nikema non aveva bisogno di essere remunerata anche con gli incassi dei tornei, è stata creata un’ingente provvista di denaro (i 132.706 euro degli incassi, ndr) per provvedere al pagamento di soggetti che non ne avevano titolo, e la regia di tutto era in capo al Maccari», aveva sostenuto nella sua requisitoria il procuratore regionale Rizzi.Dal canto suo, la difesa – rappresentata dall’avvocato Davide Sciulli – aveva replicato: «Vorrei precisare che sia la Regione che il Casinò erano meri sponsor delle manifestazioni, visto che l’organizzatore era la società Nikema. Non c’è alcun documento probante, nemmeno le spese che avrebbe dovuto sostenere la Regione se fosse stata realmente organizzatrice risultano a supporto della tesi della Procura, che ha elevato a prove un comunicato stampa e alcune delibere di Giunta per impegni di spesa residuali».(pa.ba.)

 

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