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Consiglio Valle: no a dimissioni Marguerettaz, ma invitato a riflettere

Consiglio Valle: no a dimissioni Marguerettaz, ma invitato a riflettere

A chiedere di lasciare l'assessorato è stato Leonardo La Torre; Uvp e Stella Alpina hanno chiesto all'assessore un cambio di metodo

«Una riflessione vale la pena di farla. Se ci fosse il collegamento pagherei volentieri un biglietto del treno per mandarla da qui a Saint-Rhémy-en-Bosses». E’ l’invito, senza peli sulla lingua, di Leonardo La Torre (Union valdôtaine), fatto in Consiglio Valle al super assessore e vicepresidente della Giunta Aurelio Marguerettaz a fare un ‘pensierino’ sulla richiesta di dimissioni formulata in una risoluzione da Alpe, M5S e Gruppo Misto. La risoluzione – a voto palese – è respinta con 24 voti contrari e un astenuto (La Torre). Ma la richiesta di inversione di rotta a Marguerettaz arriva anche dai partner della maggioranza di Stella Alpina e Uvp.

Il j’accuse di La Torre

Così il consigliere La Torre: «non sono mai stato appassionato del dibattito sui franchi tiratori. Vorrei che questa discussione evitasse voti segreti.  E’ noto che ritenevo che il lavoro dell’assessore fosse in qualche modo appesantito e l’ho invitato, bonariamente, a fare una riflessione. Oggi sono coerente e voglio esprimere il mio voto di opinione, invitando l’assessore a riflettere su questa richiesta. Non è il caso di cercare un voto politico che sarebbe destabilizzante, ciò non vuol dire che io non pensi che l’assessore non sia più tanto rappresentativo». Cita i contenziosi dell’aeropoerto e di casa Gagliardi «che non ci fanno dormire sonni tranquilli. Sulla ferrovia ha detto tutt’altra cosa di quanto abbiamo detto oggi, forse preferiva il trasporto su gomma. Anche sul turismo non è che ci sia tutta questa progettualità. Manca una società di sviluppo però ci ha promessso l’enensimo marchio ombrello».

Gli alleati

Così Pierluigi Bertschy (Uvp): «sarebbe stato meglio che la giornata si concludesse sull’unanimità in aula sulla legge di iniziativa popolare sulla ferrovia. Seguissimo il flipper della richiesta di dimissioni ogni cinque minuti rimescoleremmo la maggioranza. Non sempre siamo stati concordi con l’Union ma sulla ferrovia abbiamo trovato un punto di sintesi e in questo credo che l’assessore abbia avuto un ruolo. C’e una discussione che deve restare aperta». Così Pierluigi Marquis (Stella Alpina): «giudicare un collega non mi appassiona. L’assessore deve gestire dossier pesanti e non ha un ruolo facile. Dobbiamo fare una riflessione sulla fine di un modello. Occorre un approccio più organico alle materie, avere un rapporto più partecipato con la gente. Non deve essere un processo all’assessore ma uno stimolo a una riflessione».

La difesa 

Parla a difesa il presidente Augusto Rollandin: «invito tutti a rileggere la storia dell’aeroporto: noi paghiamo per la convenzione trentennale che ci ha rallentato tra una causa e l’altra ma questo non può certo essere imputato all’assessore. Sulla ferrovoia abbiamo condiviso gli argomenti, abbiamo discusso sugli indirizzi, abbiamo scelto i bimodali, decisione condivisa da mezza Europa. Nel turismo sono stati fatti investimenti importanti, leggi quella sugli impianti a fune, che ci hanno portati a eccellenze. Addossare le colpe ad altri è un refrain ricorrente in Valle d’Aosta. L’azione dell’assesore si è sviluppata con la dovuta attenzione. Io credo obiettivamente che tutti si debbano assumere le responsabilità nel bene e nel male. Capisco le critiche corrette all’azione amministrativa del governo, ma siamo assolutamente contrari alla richiesta di dimissioni». (da.ch.)

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