Casinò: la delega nelle mani del presidente Rollandin
POLITICA & ECONOMIA
di news il
11/01/2017

Casinò: la delega nelle mani del presidente Rollandin

«La questione non è personale ma legata agli oltre due anni di bugie sull’andamento del casinò di Saint-Vincent ma per non parlare a vanvera chiedo all’assessore di illustrare la sua posizione e quanto la maggioranza ha deciso».  Ha esordito così il capogruppo di Alpe Albert Chatrian nell’illustrare la risoluzione nella quale le opposizioni chiedevano le dimissioni di Ego Perron.

Perron, via la delega al Casinò

Nel prendere la parola Perron ha sottolineato:  «Voglio semplicemente dire che ho cercato di affrontare  questo dossier con linearità, coerenza e onestà. Io credo che sin dal momento del bilancio ci siamo confrontati. Guardando al contenuto della risoluzione dove mi si chiede di fare un passo indietro vorrei dire che sulle recenti nomine ho preso atto di una situazione che esiste all’interno della casa da gioco che ha deciso in tal senso per garantire un minimo di funzionalità. In questo periodo sono avvenuti dei fatti che non intendo riprendere. Tenuto conto di una verifica di maggioranza  sento il dovere di  rimettere  la delega in capo alla maggioranza e al suo presidente. Spero che questo atto contribuisca a rasserenare il clima su questo importante dossier nel momento in cui vanno fatte scelte importanti per il futuro della casa da gioco». L’assessore Perron se l’è cavata con una sfiducia a metà. 

Alpe, partorito un topolino

Così Albert Chatrian nella replica: «Qui c’è un danno pesante di decine di migliaia di euro. La nave sta affondando. Qui non è neppure più questione di nomine. Oggi la montagna ha partorito un topolino ma un piccolo passo avanti è stato fatto dal punto di vista politico, tuttavia questo non è sufficiente. L’anno 2016 è stato disastroso, il peggiore degli ultimi dieci anni e i primi dati del 2017 fanno paura. Nella maggioranza ci si sta chiedendo come uscire da questo limbo. Invitiamo il governo a prendere coscienza della gravità di cui si stanno rendendo conto i valdostani». (danila chenal)

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