Pubblicato il

Migranti: 416 i posti disponibili in Valle d’Aosta

Migranti: 416 i posti disponibili in Valle d’Aosta

A fare il punto sull'accoglienza il presidente Augusto Rollandin in Consiglio Valle

La presenza minima quotidiana di un operatore nelle strutture d’accoglienza e l’obbligo per le cooperative di organizzare un corso di lingua italiana per un minimo di cinque ore settimanali: sono le due principali novità introdotte nel bando per la gestione delle strutture dei richiedenti asilo. Lo ha sottolineato in aula consiliare il presidente della Giunta Augusto Rollandin rispondendo a un’interrogazione nella quale il gruppo Alpe chiedeva di fare il punto.

 

Migranti, 416 posti disponibili

Il capo dell’esecutivo ha ricordato i numeri: « La procedura di gara conclusa il 14 dicembre scorso ha portato al reperimento sul territorio regionale di ulteriori 103 posti potenziali per l’accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, rispetto ai 313 già disponibili, per un totale complessivo di 416 posti. Questi nuovi posti sono stati individuati dai soggetti che hanno partecipato alla gara nei seguenti Comuni 25 posti a Saint-Vincent, 25 a Champorcher, 25 a Saint-Rhémy-en-Bosses, 20 a Donnas e 8 a Pollein». Numeri già noti ma che ora hanno il crisma dell’ufficialità.

Comuni, nessuna richiesta per Sprar

Il capo dell’esecutivo ha ricordato che «nessun Comune ha attivato progetti Sprar (l’accoglienza diffusa), i cui bandi sono sempre stati portati a conoscenza del Cpel e dei sindaci» e che «la Regione ha quindi dovuto attivarsi, nell’esercizio delle funzioni di Prefettura, per individuare delle strutture di accoglienza straordinaria, affidando agli operatori economici interessati attivi sul territorio il difficile compito di reperire queste strutture».

Alpe, preoccupazione diffusa 

Nel replicare il consigliere Fabrizio Roscio (Alpe) ha sottolineato come «quotidianamente emerga una grande preoccupazione per l’arrivo dei migranti. Il bando è del tutto inadeguato a garantire il fattivo coinvolgimento degli enti locali. La popolazione non si sente tranquillizzata. Un conto è un piccolo comune di montagna (Champorcher, «situazione che grida vendetta» ha aggiunto Patrizia Morelli) un conto uno grande nel fondo valle (Saint-Vincent)». Non piace ad Alpe che tutto sia affidato alle trattative tra cooperative e private.(danila chenal)

Condividi

ULTIME NEWS