Truffa: la seduce e le prosciuga il conto in banca
CRONACA
di news il
09/02/2017

Truffa: la seduce e le prosciuga il conto in banca

Sedotta e prosciugata (del conto in banca).E’ quanto accaduto a una imprenditrice cinquantenne della media Valle, che questa mattina in Tribunale ad Aosta ha portato a processo Diego Carli, 47 anni di Bari, il cui giudizio dovrà però ricominciare per permettere una diversa qualificazione del reato (da violenza privata a truffa).Più nel dettaglio, secondo quanto emerso nell’udienza di stamane – nell’ambito della quale è stata sentita la vittima, costituitasi parte civile nel processo – l’imputato ne avrebbe prima carpito la fiducia, per poi farla innamorare e infine prosciugarle il conto in banca, per un ammontare complessivo di circa 110 mila euro.Il primo incontro tra i due sarebbe avvenuto nel novembre 2014, al bar del Casinò de la Vallée di Saint-Vincent. Un’amicizia che in poco tempo si trasformò in qualcosa di più.«Ero cotta, mi aveva come ipnotizzata – ha raccontato la donna in aula -. Mi aveva fatto credere che mi voleva bene, io ero sola in casa con i miei problemi».Dopo quattro incontri «intimi», ecco però le prime richieste di denaro avanzate da Diego Carli, prestiti mai restituiti.Tra questi, pure seimila euro chiesti per il fratello, che sarebbe dovuto salire a Torino per sottoporsi a un intervento chirurgico e che poi sarebbe addirittura morto, circostanza in ogni caso smentita dal carabiniere che ha seguito le indagini, che ha affermato al contrario come i fratelli del Carli fossero tutti in vita.Quindi, la trasformazione «da agnello a belva», ha ricordato la vittima in lacrime, aggiungendo: «Non dovevo parlare con nessuno dei soldi che gli avevo dato, mi minacciava che avrebbe detto tutto a mio marito. Mi diceva ‘se vuoi la guerra, l’avrai’, oppure ancora ‘non svegliare il can che dorme’», adducendo che quei soldi gli servivano «per la sua impresa in difficoltà».Un’altra menzogna, considerato che – così come spiegato al giudice monocratico Maurizio D’Abrusco dagli inquirenti – assegni e ricariche Postepay sarebbero in realtà stati utilizzati – tra le altre cose – per «l’acquisto di mobili, macchine ed elettrodomestici».(pa.ba.)

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