Crisi politica: Stella Alpina, ultima chiamata per l’unità
POLITICA & ECONOMIA
di news il
02/03/2017

Crisi politica: Stella Alpina, ultima chiamata per l’unità

Passa per il coordinamento della Stella Alpina l’ultimo atto formale di una maggioranza regionale sfilacciata  e rissosa. La riunione di domani sera, venerdì 3 marzo, potrebbe sancire l’insanabile spaccatura tra le diverse anime del movimento con da una parte Marco Viérin, Pierluigi Marquis e Stefano Borrello pronti ad appoggiare la mozione di sfiducia costruttiva per spodestare il presidente Augusto Rollandin, e dall’altra Mauro Baccega e André Lanièce saldamente al fianco del partner unionista. Il margine per una ricucitura è esiguo ma in politica mai dire mai.

Mozione di sfiducia costruttiva, ancora fumata nera

Intanto le trattative – dopo il coup de théâtre orchestrato dal capo dell’esecutivo con le dimissioni di sette assessori – proseguono febbrili tra le forze politiche – Alpe, Uvp, PnV, Misto e un pezzo di Sa – che cercano di dare corpo e gambe a una maggioranza alternativa, ricacciando all’opposizione Union valdôtaine e Pd (che al ribaltone non ci sta). Si parla della formazione di un governo a tempo, quello necessario a modificare la legge elettorale regionale per evitare, come oggi accade, l’ingovernabilità in futuro, e poi alle urne. Sarà duro trovare la quadra tra le tante sensibilità a volte opposte tra loro come per il numero delle preferenze dove si va in ordine sparso.  Nessuno parla di poltrone – il programma al primo posto – ma la ripartizione dei ruoli nell’esecutivo non è una questione da poco. La soluzione alla crisi conclamata – malgrado i proclami in aula – tarda ad arrivare.   E il tempo gioca a favore del deus ex machina della politica valdostana: l’Augusto presidente che non molla e prosegue nel tentativo di rimettere insieme i pezzi di quella che fu la maggioranza uscita dalle urne nel 2013. Tra i tanti scenari stenta a fare proseliti l’ipotesi di elezioni anticipate: bastano 18 dimissionari per chiudere una legislatura travagliata e guerreggiata che ha perso di vista il bene della comunità valdostana. Per dirla con Leonardo La Torre «sarebbe un gesto di dignità».  (danila chenal)

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