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Morì per l’eroina-killer, doppia assoluzione

Morì per l’eroina-killer, doppia assoluzione

I veronesi Andrea Ottonelli ed Elisa Musu accusati di aver ceduto la droga che provocò la morte di Federico Del Negro; l'accusa aveva chiesto la condanna a 2 anni per entrambi; la difesa: «Nessuna prova che l'eroina sia stata 'tagliata' da loro»

Sono stati assolti «perché il fatto non costituisce reato», Andrea Ottonelli ed Elisa Musu, 37 e 30 anni di Bardolino, in provincia di Verona, accusati di omicidio colposo e di morte come conseguenza di altro delitto in relazione al decesso di Federico Del Negro di Saint-Pierre, avvenuta il 23 marzo 2014 all’interno della sua abitazione.La sentenza – le cui motivazioni saranno depositate entro 30 giorni – è stata letta poco dopo mezzogiorno dal giudice monocratico del Tribunale di Aosta, Marco Tornatore, dopo una camera di consiglio durata poco meno di un’ora.Federico Del Negro fu trovato morto nella sua camera da letto poco prima delle 14 del 23 marzo 2014 da Andrea Ottonelli ed Elisa Musu, due suoi amici saliti da Bardolino «per fare una bella festa, con tanto di assunzione di stupefacenti», ha dichiarato nella sua arringa il procuratore capo facente funzioni di Aosta, Giancarlo Avenati Bassi, che nel chiedere la condanna a due anni di reclusione per entrambi gli imputati, ha aggiungo: «Risulta assolutamente provato che la droga era stata portata a Saint-Pierre da Musu e Ottonelli, è stato lo stesso teste Erik Jocallaz (cugino di Federico Del Negro, ndr) a descrivere lo stato di attesa di quel giorno. Attesa dell’arrivo dei due imputati, che portarono una droga particolare ‘tagliata’ in modo particolare».Di fatto, si trattò di un’eroina-killer ‘tagliata’ con un potente antitosse, il destrometorfano, che – così come sottolineato dal consulente tecnico nominato dalla stessa Procura di Aosta – «viene raramente utilizzato come sostanza da ‘taglio’ dello stupefacente perché ne acuisce addirittura gli effetti, non depotenziandone il principio attivo».Una sostanza potenzialmente letale, insomma, se combinata con la morfina.«Anche da solo, il metorfano è pericolosissimo, basta andare su internet per capire che i suoi effetti possono essere assolutamente imprevedibili», ha precisato ancora Avenati Bassi, chiamando in causa «la prevedibilità di un eventuale decesso», sostenendo: «Il reato è colposo proprio perché manca la consapevolezza, se fossero stati consapevoli parleremmo allora di omicidio volontario».Dal canto suo, la difesa dei due imputati – rappresentati dall’avvocato Giovanni Chincarini del foro di Verona – ha sottolineato nella sua arringa come «l’autopsia sul corpo di Del Negro era indispensabile per capirne le cause della morte, ma non fu eseguita, lasciando una situazione di estrema incertezza, come evidenziato per ben due volte nella perizia».E ancora: «Non c’è prova che siano stati Ottonelli e Musu ad aver tagliato l’eroina con il metorfano, evidentemente ne erano inconsapevoli, avendola assunta a loro volta quella sera».Subito dopo la lettura della sentenza, nessun commento è stato rilasciato dal legale di parte civile, l’avvocato Federico Fornoni.I due imputati – Andrea Ottonelli ed Elisa Musu – furono posti agli arresti domiciliari l’8 luglio 2014 nella loro villa di Bardolino, in provincia di Verona, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’allora gip del Tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco, per traffico, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, reati per i quali entrambi hanno già patteggiato la pena.Nell’ambito delle indagini della Squadra mobile della Questura di Aosta, i due – che conobbero Federico Del Negro qualche anno prima durante un viaggio in India – erano accusati di essere dediti a un traffico di stupefacenti dalla Thailandia.(pa.ba.)

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