POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 26/10/2017

Aosta, Montfleury in concessione a prezzi stracciati

A denunciarlo le minoranze in Consiglio comunale ad Aosta che contestavano la proroga del contratto d'affitto e che chiedevano l'indizione di un nuovo bando

Oltre 3000 metri quadri a 500 euro al mese nel periodo estivo, e 100 in quello inverno: sono le tariffe per la fruizione del Montfleury. La struttura dedicata al calcio a 5 di viale Piccolo San Bernardo è tornata al centro del Consiglio Comunale di Aosta nella mattinata di oggi. Con 17 astenuti e 10 sì la mozione presentata da Lega Nord e Gruppo misto di minoranza non passa, ma riaccende il dibattito in aula.

Lega Nord, prezzi ridicoli

«Con oltre 20 anni di proroghe la gestione è tuttora affidata alla società Aosta Calcio 511 Asd, con un canone di locazione ridicolo stabilito sul presupposto che la durata della concessione si sarebbe basata sul breve periodo – spiega il consigliere della Lega Nord Andrea Manfrin -. Il Comune non può continuare a calare le braghe e concedere tutto quello che il gestore, per altro in una situazione di morosità, chiede. Per di più il Comune ha concesso ulteriori ribassi sull’affitto e ci accolliamo anche le spese straordinarie oltre i 1000 euro. Il gestore non è un benefattore, è un imprenditore che ci guadagna».

Il dibattito

Le richieste della minoranza erano di revocare la proroga e di mettere a bando la struttura ma per l’assessore alle Finanze e Sport Carlo Marzi, che ci tiene a fare il punto sulla proprietà della struttura, i tempi non sono ancora maturi: «Se oggi il Montfleury esiste è perché dei privati ci hanno messo i soldi. Non è un impianto sportivo comunale. È una struttura privata su terreno pubblico e stiamo mediando per tenerla aperta visto che ho ricevuto quel mandato trasversale dal Consiglio Comunale». Per quel che riguarda il Cpi (Certificato pericolo incendi) «È il gestore che dovrà risolvere il problema – prosegue Marzi – non spetta a noi accollarci questo onere».

Per Carola Carpinello (Altra Vda): « È scandaloso che per l’assenza di questa certificazione abbiano chiuso il Maria Adelaide, mentre non si facciano scrupoli sulla sicurezza per favorire una società privata». Per Nicoletta Spelgatti (Lega Nord) si procrastina una situazione «basando le argomentazioni sul fatto che non si debba chiudere, ma prima o poi dei lavori andranno fatti».

Vota a favore Luca Girasole (Epav) secondo cui l’ultima proroga «porta in carico all’amministrazione delle spese straordinarie che dovrebbero spettare esclusivamente al gestore. La struttura va messa a bando, se per risolvere la questione occorre chiuderla che la si chiuda». Per Marzi però «non è un impianto sportivo e qualora lo dovesse diventare ci sarebbero tutta una serie di oneri che per il momento si ‘puppa’ l’attuale concessionario. Se diventasse comunale adesso dovremmo mantenerla noi, dovremmo pagare il Cpi che diventerebbe responsabilità nostra e non sua: non metti a bando una struttura se non ha ancora il Cpi».
(sara sergi)

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