Dipendenza da smartphone: strumenti per genitori
ATTUALITA'
di rprodoti il
22/01/2018

Dipendenza da smartphone: strumenti per genitori

Smartphone sì, smartphone no

Gli smartphone rapiscono sempre più l’attenzione di bambini e ragazzi, che passano notti intere a chattare sui social e non dormono abbastanza, sviluppando grosse difficoltà di attenzione di apprendimento. Questo quanto emerge da uno studio dell’Università di Cagliari effettuato su 6mila studenti delle scuole medie e superiori, che ha rilevato che il 100% di essi passa il dopocena con gli occhi incollati allo schermo del telefono, di cui il 98% anche dopo mezzanotte. Uno studio dell’Università di Oxford, invece, difende l’suo di smartphone e tablet ritenendoli strumenti capaci di stimolare le opportunità di apprendimento e di migliorare il rapporto tra studenti e insegnanti.

I consigli dell’esperta: come comportarsi con i ragazzi

«La dipendenza da da internet, denominata Iad, Internet addcition disorder, è definita una dipendenza senza sostanza perchè non si assume una sostanza fisica e tangibile – spiega la pedagogista Licia Coppo. –Alcuni videogames, se utilizzati saltuariamente e con moderazione, addirittura stimolano nel bambino l’intelligenza e il pensiero intuitivo – puntualizza. – Il problema grave oggi è l’utilizzo precoce nella vita di un bambino. Genitori, bambini e ragazzi devono imparare la gradualità. Tisseron, psichiatra e psicanalista francese, suggerisce di evitare gli schermi fino ai tre anni. Le consolle gioco non vanno introdotte prima dei sei anni e vanno accompagnate da un adulto nei primi approcci. Per sapere quali giochi sono adatti, basta verificare il codice Pegi che classifica il gioco e indica l’età a cui è rivolto».

Gli smartphone

L’età minima per regalare uno smartphone, secondo Coppo, è «13-14 anni, non prima. I cellulari vengono messi in mano ai bambini troppo presto. Come per le auto, ci vorrebbe un patentino digitale per utilizzare lo smartphone». Per quanto riguarda i gruppi Whatsapp di classe la pedagogista ritiene sia «un falso bisogno. Chi non ha lo smartphone non è né escluso né emarginato».

Il Vademecum completo lo trovate nel servizio approfondito sull’edizione di oggi di Gazzetta Matin

(re.ga)

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