Coldiretti: in piazza per firmare #stopcibofalso
ATTUALITA'
di Erika David  
il 08/03/2018

Coldiretti: in piazza per firmare #stopcibofalso

Domenica 11 marzo in occasione del mercato Lo Tsaven sarà possibile sottoscrivere la petizione per chiedere al Parlamento europeo l'etichettatura obbligatoria per gli alimenti

Si alza anche in Valle d’Aosta la voce di Coldiretti che chiede all’Europa di rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti.

La petizione #stopcibofalso

Domenica 11 marzo in piazza Chanoux ad Aosta, in occasione del mercato Lo Tsaven, ci sarà la possibilità di firmare la petizione #stopcibofalso promossa Coldiretti per l’etichettatura obbligatoria.

La richiesta di Coldiretti mira a proteggere la salute, tutelare l’economia del Paese, fermare le speculazioni sul cibo e difendere l’agricoltura.

Salute: è elevato il rischio di consumare alimenti di bassa qualità o addirittura tossici provenienti da altri Paesi. Un’etichetta chiara che indichi l’origine degli ingredienti consentirebbe di prevenire e combattere questo fenomeno.

Economia: le imitazioni del prodotti alimentari italiani generano un business da 60 miliardi di euro sottraendo risorse al mercato interno. L’etichetta consentirebbe di prevenire le falsificazioni e le pratiche commerciali sleali.

Speculazioni: secondo Coldiretti i nuovi regolamenti Ue fanno un passo indietro dal punto di vista della trasparenza e delle tutele per i consumatori. «L’etichetta di origine obbligatoria permette di occultare l’origine delle materie prime» dice la Confederazione.

Difesa dell’agricoltura: L’indicazione obbligatoria di origine permetterebbe di riconoscere il vero made in Italy e tutelare il lavoro e i prodotti di qualità del mondo agricolo italiano.

Le contraffazioni

Con 818 prodotti agroalimentari a denominazione di origine, a indicazione geografica e Stg riconosciuti dall’Unione europea, l’Italia è leader assoluto nel campo delle eccellenze agroalimentari. A questo primato si affianca anche quello della contraffazione che colpisce soprattutto il settore enologico. Si può trovare un prosecco in lattina,  “prosciutto di Parma” cinese, aceto balsamico in bottiglie di plastica dal colore chiaro, l’immancabile Parmesan e la Fontina, tra i formaggi più copiati al mondo.

Solo per il commercio online sono stati 615 i prodotti che il ministero delle Politiche agricole ha fatto ritirare nel 2017, come rende noto il rapporto delle attività di Icqrf, l’ispettorato del Ministero che si occupa di contrastare le frodi alimentari. «Nell’anno 2017 Icqrf ha eseguito 53.733 controlli, di cui 40.857 controlli ispettivi e 12.876 analitici. Gli operatori verificati sono stati oltre 25.000 e i prodotti controllati oltre 57.000. – si legge nel rapporto -Le irregolarità rilevate hanno riguardato il 26,8% degli operatori, il 15,7% dei prodotti e il 7,8% dei campioni.Sono state inoltrate all’Autorità Giudiziaria 455 notizie di reato e sono state elevate 3.715 contestazioni amministrative».

Per questo motivo Coldiretti Valle d’Aosta invita i consumatori a firmare questa petizione al mercato di Campagna Amica o negli uffici Coldiretti di Aosta, Châtillon e Verrès.

(erika david)

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