Potere al Popolo chiama Risposta civica per le regionali
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 22/03/2018

Potere al Popolo chiama Risposta civica per le regionali

Tra le proposte il taglio agli stipendi dei consiglieri, la chiusura dell'aeroporto commerciale, lo stop alla quotazione di Cva

Potere al Popolo VdA si prepara per le regionali del 20 maggio e guarda a Risposta Civica per costruire una lista unitaria di sinistra sotto il simbolo di PaP e con una ripartizione equa delle candidature.

I no

Potere al popolo dice no all’apertura a Mouv di «Caveri e Gerardin, responsabili di gran parte degli attuali disastri (aeroporto, ferrovia, etc) senza contare che l’ideologia del loro movimento è uguale a quella unionista». Né manifestano interesse « a coalizioni con il Pd e Alpe. Il confronto con le altre forze politiche è da rinviarsi al dopo le elezioni, questo sia perché non è possibile, ad oggi, creare coalizioni omogenee di governo, sia per ridare centralità al Consiglio regionale». Per PaP «la lista deve trovare la sua legittimazione attraverso la raccolta firma popolare e non tramite la concessione di alcuni consiglieri regionali interessati e che così facendo detterebbero legge».

Il programma

Il programma è declinato in 21 punti. Tra questi la lotta alla precarietà dove «la regione deve promuovere, come legislatore e come datore di lavoro, lavoro a tempo indeterminato e salari dignitosi»; la chiusura della parte commerciale dell’aeroporto di Aosta; lo stop alle privatizzazioni, Cva compresa; la tutela dell’ambiente; l’elettrificazione e ammodernamento della linea ferroviaria e il suo prolungamento fino a Courmayeur; la difesa e il rilancio della sanità pubblica, tramite adeguate risorse e fine delle esternalizzazioni; lo stop definitivo delle adaptations; stop all’obbligo del francese per l’affido di incarichi pubblici; la separazione dei ruoli di prefetto e presidente della Regione; la privatizzazione del casinò.

Tra le altre proposte di Potere al popolo anche la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali (non oltre i 2.500 euro netti mensili) e sostituzione di ogni forma di vitalizio con il semplice pagamento dei contributi pensionistici; il superamento della gestione emergenziale, militarizzata e “straordinaria” dell’accoglienza, proponendo – a partire dal modello Sprar – centri di piccole dimensioni, gestite dal pubblico e che permettano, a chi arriva, percorsi autonomi di inserimento, abitativo, sociale, lavorativo, indipendentemente dal loro status giuridico; l’adesione al progetto di Libera e gruppo Abele “Riparte il futuro” per la trasparenza della politica e per una legge che ne istituisca l’obbligo.

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