Alpe, prendere il destino nelle nostre mani o sarà inglorioso
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 18/05/2018

Alpe, prendere il destino nelle nostre mani o sarà inglorioso

Il Galletto mette in guardia i valdostani dalla guida dei partiti nazionali M5S e Lega

«Chi è diretto da Roma e Milano non sa cosa sia necessario per i valdostani: o abbiamo la forza di prendere in mano il nostro destino o non sarà glorioso». Ad affermarlo il presidente di Alpe Alexis Vallet  in avvio di comizio di chiusura della campagna elettorale del Movimento nella serata di giovedì 17 al cinéma de la Ville di Aosta. Noi saremo al governo. Alpe c’è e il suo cuore batte in mezzo alla gente. Avanti tutta». Marco Gheller Arringa la platea, dove siede, per l’occasione, anche uno dei fondatori del Moivmento Carlo Perrin.

Liberi nel voto

La carrellata dei candidati è aperta da Giuliana Lamastra che, nell’evocare i fatti di cronaca della settimana, parla di «interessi di pochi che mettono a rischio la credibilità e l’autonomia della Valle d’Aosta». Della vicenda legata al Tor des Géant (la maglietta da finisher reclamata da Augusto Rollandin) dice: «sono state calpestati due principi dello sport: la lealtà e il rispetto delle regole. Neanche nella scorse tornate elettorali abbiamo combattuto ad armi pari (adombrando il controllo del voto), oggi finalmente siamo liberi».

Prendere il destino in mano

Secondo ad intervenire il presidente del Galletto Alexis Vallet che rivolgendosi ai colleghi candidati ha affermato: «abbiamo energia, gambe, cuore e testa che possono permetterci di cambiare davvero le cose». Ha poi analizzato il momento politico «difficile, al di là delle cronache feroci. Esiste un’Italia sbandata, un mondo che corre ai 100 all’ora e poi c’è la piccola Valle d’Aosta che ha le armi spuntate per difendersi. Noi siamo pronti a prendere in mano e rilanciare questa regione».

Ha messo in guardia: «chi è diretto da Roma e Milano non sa cosa sia necessario per i valdostani: o abbiamo la forza di prendere in mano il nostro destino o non sarà glorioso». Ha poi concluso: «noi non ci siamo mai mischiati a quel centro di potere marcio. Alpe è la risposta alla ricerca di un autonomismo sano».

Il programma

Poi sul palco sfilano i candidati. Negli intermezzi Gheller richiama il programma. Quello dei cento giorni con l’istituzione della vignette per abbattere il caro autostrada. Dice «fuori la politica dall’ospedale» e rilancia l’abbattimento delle liste di attesa e conferma «10 milioni subito per erogare i contributi in agricoltura». Passa al programma di un anno di governo con «ammodernamento della ferrovia, la creazione di un Ente unico per la promozione e la riorganizzazione della medicina di emergenza per azzerare 120 decessi all’anno».
(danila chenal)

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