Corruzione in VdA: Peinetti: «mai fatto pressioni né subito influenze»
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 25/05/2018

Corruzione in VdA: Peinetti: «mai fatto pressioni né subito influenze»

Il primario dell'ospedale Parini di Aosta era finito nelle cronache giornalistiche per le intercettazioni telefoniche nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria su un giro di corruzione in Valle d'Aosta, coinvolti Augusto Rollandin, Gerardo Cuomo e Gabriele Accornero

«Nessuna riunione carbonara né ho mai fatto pressioni né ho mai subito influenze da parte di Rollandin». A sostenerlo è Favio Peinetti, direttore della Struttura Complessa e del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare e delle Chirurgie Specialistiche dell’ospedale Umberto Parini di Aosta, finito nelle cronache giornalistiche per le intercettazioni telefoniche nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria su un giro di corruzione in Valle d’Aosta. Puntualizza: «non sono mai stato sentito in Procura neppure come persona informata dai fatti. Non ho nulla da nascondere».

La commissione sanità dell’Uv

In merito ad una riunione nella sede dell’Union valdôtaine, ha spiegato che «la riunione del 6 novembre fu indetta dalla Commission Santé dell’Uv della quale faccio parte insieme ad altri operatori sanitari. In quell’occasione esaminammo il Piano dell’Usl stilato dall’allora direttore generale Igor Rubbo. Da questo incontro sono scaturiti sei emendamenti, di cui neanche una riga è stata scritta o suggerita da Rollandin che ebbe l’unico compito, in qualità di coordinatore della Commissione, di trasmetterli all’assessore della Sanità Bertschy. Gli emendamenti, presentati, poi, in commissione consiliare sono stati tutti respinti».

Il medico ne cita tre «fondamentali affinché l’ospedale aostano non venga ‘declassato’». Sono: l’accordo strategico con il Piemonte «esigenza improcrastinabile», la revisione delle strutture amministrative «ridondanti» e il mantenimento delle strutture complesse di gastroenterologia, fisiatria, radioterapia «senza le quali rischiamo il declassamento». Scandisce: «nessuno degli emendamenti è riconducibile a un mio interesse personale». Fa notare che «altre forze politiche hanno fatto osservazioni al Piano».

Peinetti si è poi detto «allibito per le dichiarazioni dell’allora direttore generale dell’Usl Rubbo (ebbe a dichiarare «c’è chi dice no», alludendo alle pressioni di Peinetti e di Rollandin), non mi ci riconosco, a me non ha mai detto nulla, sono illazioni prive di fondamento, mai fatto pressioni su di lui ma c’era solo una normale dialettica».

Nessuna pressione su Fosson

Delle affermazioni dell’ex assessore alla Sanità Antonio Fosson che lo ha indicato quale uomo «capace di grandi pressioni» dice: «Non ho paura di esprimere le mie idee, di dare battaglia» e ammette «con Fosson ho avuto grandi discussioni ma su alcuni temi abbiamo anche concordato». Fa notare infine che «il ruolo dei medici è quello di spiegare la nostra visione della sanità senza mai perdere di vista l’interesse dei pazienti».
(danila chenal)

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