Migranti: l’ARCI Vda a Ventimiglia per la difesa dei loro diritti
Sociale
di segreteria il
02/07/2018

Migranti: l’ARCI Vda a Ventimiglia per la difesa dei loro diritti

Associazioni e cooperative alla manifestazione nazionale del 14 luglio. Domani assemblea pubblica

L’ARCI VdA guiderà una nutrita delegazione valdostana per partecipare alla giornata internazionale di solidarietà “Ventimiglia città aperta”, in programma sabato 14 luglio. In quest’ottica, per preparare la partecipazione la manifestazione, ha organizzato una serata aperta a tutta cittadinanza domani (martedì 3 luglio) alle 21 alla Cittadella dei Giovani, insieme alla scuola di italiano DoubleTe, all’asssociazione Solidarietà Pace e Sviluppo, al comitato Amnesty International VdA, all’associazione Dora, all’associazione Baobab, alle Acli della Valle d’Aosta, al Trait d’Union, alla Cooperativa Enaip e ad Attac.

Gli obiettivi della giornata nazionale

La giornata di solidarietà Ventimiglia che ha tra gli obiettivi quello di creare un  permesso di soggiorno europeo, invita tutte le realtà che si occupano delle tematiche legate ai flussi migratori, all’accoglienza e alla solidarietà, a partecipare al percorso di costruzione della mobilitazione del 14 luglio a Ventimiglia. “Una mobilitazione –  si legge in una nota – che si svolgerà su uno dei confini interni più controversi d’Europa, per denunciare la brutalità delle politiche nazionali ed internazionali di governo delle migrazioni e per rivendicare la necessità di un permesso di soggiorno europeo, il diritto alla mobilità e per ripensare l’attuale sistema della cosiddetta “accoglienza”. Una mobilitazione contro la tratta e le violenze di genere, contro lo sfruttamento delle persone migranti, per la loro libertà e autodeterminazione“.

Ventimiglia simbolo di fallimento

l’ARCI Vda rincara la dose sottolineando che : “come il Mediterraneo rappresenta il fossato mortale di un’Europa rinchiusa nella sua fortezza, così Ventimiglia è il simbolo del fallimento di un’Europa senza confini interni. Infatti il confine fra Italia e Francia rientra nell’accordo di Schengen, uno di quei confini che non dovrebbero più esistere per le persone e che invece si stanno moltiplicando e militarizzando, lasciando passare le merci ma fermando i corpi, i desideri, i progetti di vita“.

(f.c.)

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