Controlli in discoteca: solo un locale su 10 è in regola
CRONACA
di segreteria il
27/02/2019

Controlli in discoteca: solo un locale su 10 è in regola

Secondo il vicequestore Francesco Menchiari, si tratta di un'attività con funzioni soprattutto preventive

Controlli in discoteca: solo uno su 10 è in regola. È quanto emerge dall’operazione High Fidelity, che ha visto la collaborazione della Polizia di Stato, dei Vigili del fuoco e dell’Ausl.

L’operazione

Da dicembre a febbraio, i tre enti «perfettamente coordinati» – dice il vicequestore, Francesco Menchiari – hanno eseguito alcuni controlli relativi alla sicurezza di dieci locali da ballo sparsi per tutta la Valle d’Aosta. L’iniziativa nasce dall’idea del questore di Aosta, Andrea Spinello, il quale ha probabilmente tenuto conto anche di quanto avvenuto ad Ancona. I controlli hanno attraversato tutto il territorio regionale, da Courmayeur ad Ayas, passando da Quart, Charvensod, Sarre, Valtournenche e Gressan. Sotto i riflettori, alcune inadempienze amministrative, ma anche situazioni più critiche, come estintori non revisionati o uscite di sicurezza non idonee o – peggio – nascoste.

Sanzionati 9 locali su 10

Dalle verifiche eseguite dalla Polizia, Ausl e Vvf, è uscito indenne solamente un locale di Sarre, che tuttavia «ha dismesso l’attività del locale da ballo» precisa Menchiari.
A titolo esemplificativo, un locale di Charvensod è stato sanzionato perché, secondo quanto riferiscono le Forze dell’odine, presentava degli estintori non revisionati e una porta di emergenza occultata con un tendone. Ad Ayas, invece, dal controllo sono emersi: «porte difformi ed estintori non revisionati». Durante la conferenza stampa di presentazione dell’operazione, il vicequestore ha anche evidenziato il fatto che, a Cervinia, è stata disposta la chiusura di un’attività di pubblico spettacolo perché il responsabile «non aveva la licenza».

I controlli dell’azienda Usl

Per quanto riguarda la competenza dell’Ausl, il responsabile del servizio di sicurezza sul lavoro, Agostino Roffin, ha evidenziato le lacune dei locali controllati; vi sono casi (5) in cui manca il documento relativo alla valutazione del rischio rumore. In un locale poi, non era stato redatto il documento di valutazione dei rischi. Passando agli impianti elettrici, l’Ausl si è trovata davanti a un impianto non a norma e a uno che non era stato sottoposto alle verifiche periodiche previste dalla normativa.

Attività preventiva

Secondo il vicequestore, l’operazione non rappresenta solamente un’attività repressiva, «ma soprattutto preventiva».
Menchiari ha poi concluso: «Lasciando la situazione così, cosa sarebbe potuto succedere in caso di grave imprevisto?».
Le sanzioni emesse, secondo il vicequestore, «servono a dare il messaggio che sulla salute della cittadinanza, in particolare se si tratta di giovani, non si può lucrare».

In foto: Salvatore Coriale (Vvf), Francesco Menchiari (Polizia di Stato) e Agostino Roffin (azienda Usl VdA).

(f.d.)

 

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