Nasce Front valdôtain e rilancia il centrodestra in Valle d’Aosta
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 12/04/2019

Nasce Front valdôtain e rilancia il centrodestra in Valle d’Aosta

Il neonato movimento, che si ispira al regionalismo e ai valori cattolici, ha annunciato l'assemblea costitutiva per fine primavera

Nasce Front Valdôtain. Il movimento è stato tenuto a battesimo in videoconferenza all’Hostellerie Cheval Blanc di Aosta dal governatore della Liguria Giovanni Toti  Riparte, da venerdì 12 aprile, il centrodestra valdostano. «La nascita di Front valdôtain non può che essere valutata positivamente da chi come me milita nel centrodestra anche con le sue diverse sfumature. Sia il migliore modo per tornare tra la gente per dare al centrodestra quel rinnovamento che auspichiamo». Lo ha sottolineato il governatore ligure.

Conferma la collocazione di area Emily Rini, rappresentante della neonata corrente politica che rivendica la vicinanza ai valori cattolici e liberali. «Andiamo ad arricchire il centrodestra moderato».

Punti programmatici

Il neonato movimento punta su un’Italia federale e un’Europa delle Regioni; sulla zona franca d’impresa; sul sostegno al popolo delle partite Iva; sulla famiglia; sul potenziamento dei servizi socio-assistenziali; sulla tutela del territorio e delle produzioni locali.

Nel presentarlo Rini, ha rivendicato la vicinanza ai valori cattolici e liberali. «Si tratta di un progetto aperto al contributo di tutti coloro che hanno nel cuore la Valle d’Aosta;  l’essere fortemente e convintamente regionalisti è il nostro tratto distintivo. Abbiamo percepito come la gente si sia ormai stufata di sentire parlare sempre e soltanto di Autonomia;  se poi nessuno ha il coraggio, la forza o la chiarezza di idee di dirci come la si intende declinare, questa Autonomia. Per questo noi ci prefiggiamo di diramare qualche comunicato in meno, meno slogan e proclami, ma più azioni concrete, anche piccole ma mirate, che sappiano dare le risposte che il territorio valdostano si aspetta. Noi preferiamo la concretezza, e a tal proposito i nostri punti salienti sono stati inseriti in un apposito manifesto di intenti».

Gli interventi

Per Margaretha Milliery, assessore comunale di Nus, «non si tratta di un progetto chiuso, concepito nelle segrete stanze di palazzo, bensì è stato concepito sul territorio, confrontandoci e dialogando in primis con le comunità locali, con il tessuto produttivo valdostano e con il mondo dell’associazionismo». Del comitato promotore fanno parte.

Per quanto concerne il comparto produttivo regionale, l’imprenditore di Courmayeur, Marco Busanelli, ha spiegato come «la realtà di cui la politica deve occuparsi, o meglio deve tornare a occuparsi, è caratterizzata anche dalle micro realtà produttive presenti in Valle d’Aosta».

Sull’attuale situazione politico-amministrativa valdostana, il giovane di Cogne, Davy Gerard, ha sottolineato.  «Occorre ripartire, perché credo sia assolutamente possibile invertire la rotta; bisogna utilizzare buon senso e lungimiranza, che fanno rima con Buona Politica».

Sull’imprescindibile legame del progetto del Front Valdôtain con il territorio e con le sue comunità locali, l’assessore comunale di Pont-Saint-Martin, Ennio Pedrini, ha detto. «Abbiamo avviato un progetto aperto a chiunque si rispecchi nei nostri valori;  voglia ricostruire quel rapporto di dialogo e di confronto tra istituzioni e cittadini che ultimamente è andato ad affievolirsi. Il territorio e le comunità locali, anche le più piccole, devono avere un ruolo decisivo in questa importante partita, utile alla costruzione dell’immagine di ciò che la Valle d’Aosta vorrà essere soprattutto nel medio-lungo periodo».

In tema di promozione delle eccellenze valdostane e di promozione turistica più in generale, il pre-sidente regionale dell’Associazione italiana sommelier, Moreno Rossin, ha commentato che «uno degli obiettivi del Front Valdôtain è selezionare quanto di buono e sensato è stato fatto in passato e valorizzarlo, migliorandolo.  A partire dal creare le condizioni migliori al contorno, infrastrutture in primis, ma non soltanto.
(da.ch.)

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