Casinò di St-Vincent: il dossier sulla ristrutturazione finisce in Procura
POLITICA & ECONOMIA
di Federico Donato  
il 28/11/2019

Casinò di St-Vincent: il dossier sulla ristrutturazione finisce in Procura

In Commissione, si è astenuto il MoVimento 5 stelle perché «la catena delle responsabilità è più ampia».

Casinò di St-Vincent: il dossier sulla ristrutturazione finisce in Procura.

Il dossier sul Casinò di Saint-Vincent incentrato sulla ristrutturazione e sulla esternalizzazione dei servizi finirà in Procura. Lo ha deciso oggi la II Commissione consiliare Affari generali. Ora la relazione sbarcherà in Consiglio Valle.

«L’obiettivo assunto dalla Commissione – ha riferito il presidente della Commissione Pierluigi Marquis (Sa) all’Ansa – è stato quello di definire anzitutto la cornice legislativa e regolamentare entro la quale sono stati definiti i Piani di sviluppo e attuati gli interventi, di disegnare la filiera decisionale e di dare conto dei costi sostenuti per gli interventi, dando evidenza delle modalità di assegnazione degli appalti e degli acquisti, dei soggetti aggiudicatari, dei relativi importi e degli aumenti in corso d’opera. Altresì si è condotta un’analisi sui servizi esternalizzati».

Secondo il presidente della Commissione «questo importante lavoro consentirà al Consiglio di avere a disposizione gli elementi conoscitivi, di cui sinora non si disponeva, necessari per dibattere e, sulla base di elementi concreti, di fare le necessarie valutazioni politiche su di un tema di così grande rilevanza pubblica. Abbiamo anche deciso di trasmettere questo contributo agli organi competenti».

In Commissione però, il MoVimento 5 stelle si è astenuto. «Ci siamo astenuti perché riteniamo che la catena delle responsabilità non sia solo indirizzabile all’ex o all’allora amministratore unico del Casinò. Secondo noi, se una mano spende, ce n’è un’altra che da i soldi», spiega Luciano Mossa.

I pentastellati comunque, precisano di essere d’accordo sul fatto che i documenti siano portati in Procura. «Dai dati che abbiamo visto, seppur incompleti, emerge a grandi linee che buona parte degli appalti sono stati dati in affido diretto, senza gara. Ma non si capisce con quali modalità. Parliamo di 62 milioni di euro per la ristrutturazione albergo, 17 milioni per restyling sala da gioco e sette milioni per centrale termica. Cifre che parlano da sole. Già con queste cifre sfido qualunque cittadino a non essere indignato».

Riguardo alla relazione, Mossa aggiunge: «Si tratta di documentazione che per anni nessuna commissione ha potuto vedere. Ora abbiamo una mole di documenti su quanto avvenuto negli anni con la ristrutturazione sala da gioco e dell’albergo. L’analisi ha richiesto un tempo adeguato».

Conclude Mossa: «Lunedì e martedì discuteremo in Consiglio il testo della relazione. Riteniamo che il contenuto vada reso pubblico e messo in mano alle autorità affinché facciano le indagini per risalire ai responsabili dello sperpero scellerato di denaro pubblico».

(f.d.)

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