Frana di Villeneuve: al massimo 100 giorni per tornare a casa
ATTUALITA'
di Erika David  
il 04/01/2020

Frana di Villeneuve: al massimo 100 giorni per tornare a casa

L'amministrazione di Villeneuve e i tecnici hanno incontrato gli sfollati, ieri sera, per fare il punto sui lavori per la messa in sicurezza dopo la frana

Da 10 a 100 giorni per rientrare nelle proprie case a Villeneuve, sotto la minaccia della frana.

Sono questi i tempi che l’amministrazione comunale di Villeneuve ha prospettato alle famiglie sfollate a causa delle frane dei giorni scorsi, nel corso di un incontro che si è tenuto ieri sera, venerdì 3 gennaio, nel municipio del comune.

Durante la riunione, aperta dal sindaco Bruno Jocallaz che ha ringraziato le istituzioni e i cittadini per la collaborazione e ha ricordato come la macchina dell’emergenza si sia mossa molto celermente, si è fatto il punto sia sugli eventi franosi dei giorni scorsi, sia sugli interventi necessari per mettere in sicurezza il versante.

Cos’è successo

Il geologo incaricato dal comune Alessandro Bellini ha spiegato: «La prima frana è stata imponente: con un volume di circa 500 metri cubi ha spazzato via la barriera paramassi esistente ed è scesa lungo il pendio perdendo però forza e volume, tanto che alla fine a valle sono arrivati solo venti metri cubi di roccia. La seconda frana invece, malgrado fosse molto più piccola (circa 16 metri cubi) ha prodotto molti più danni, perché il versante, già spogliato dalla vegetazione, non ha rallentato la corsa dei massi».

Come si procederà

Alcune delle persone sfollate che hanno partecipato all’incontro

Per quanto riguarda gli interventi da mettere in atto è intervenuto l’ingegnere Paolo Gachet, che ha spiegato: «Già da domani (oggi, ndr) partiremo con la prima fase, ovvero l’ancoraggio della parte alta del versante, che dovrebbe durare una decina di giorni. Questo intervento ci permetterà sia di lavorare in sicurezza sia di far auspicabilmente rientrare in casa le famiglie che si trovano nelle parti più esterne della zona rossa».

Successivamente saranno istallate due barriere, una “di sacrificio” a metà del pendio che raccoglierà tutte le rocce disgaggiate durante le operazioni di bonifica del versante, e un’altra a ridosso delle case, con lo scopo di proteggerle da eventuali crolli successivi. Quest’ultima, hanno spiegato i tecnici: «Sarà lunga ottanta metri e alta sei e potrà contenere crolli molto imponenti. Con questi interventi sarete ragionevolmente al sicuro».

Le tempistiche

E riguardo alle tempistiche: «L’intervento in tutto durerà non meno di un centinaio di giorni, salvo maltempo o eventi eccezionali. Andando avanti con i lavori saremo in grado di fornire stime più precise, anche perché potremo ispezionare il versante e valutarne lo stato. I rientri nelle case della zona rossa saranno possibili solo a lavori ultimati, per evitare qualunque tipo di rischio».

Per quanto riguarda i risarcimenti il sindaco Jocallaz ha spiegato che saranno certamente rimborsate le spese che gli sfollati stanno sostenendo per le sistemazioni alternative, mentre per i danni causati direttamente dalla frana «è necessario aspettare che il presidente della Regione emani il decreto di calamità».

Novità infine per gli orari di accesso alla zona rossa: gli sfollati potranno accedervi solo dalle 12 alle 14 «per permettere alla ditta di lavorare il più possibile e non perdere tempo» ha detto Jocallaz.

Su Gazzetta Matin di lunedì 6 gennaio un approfondimento e le interviste ad alcuni degli sfollati.

(samuele belfrond)

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