Crisi di governo, M5S: «Pronti a dimetterci se ci saranno 14 firme»
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 28/01/2020

Crisi di governo, M5S: «Pronti a dimetterci se ci saranno 14 firme»

Undici firme ci sono già, ne mancano tre per fare quota

Crisi di governo. Pronti a firmare le dimissioni se ci saranno 14 firme (11 sono già state sbandierate da Lega, Mouv’, VdA Libra e Claudio Restano). Parola di M5S che per bocca del capogruppo Luigi Vesan che annuncia l’astensione sul bilancio, in discussione in Consiglio Valle fino a mercoledì 29 gennaio. Ribadisce il no al sostegno a nessun tipo di nuova maggioranza. «Le elezioni sono necessarie ma non risolveranno nulla. Spero che il partito che vincerà sarà quello della partecipazione e non dell’astensione» ha aggiunto Manuela Nasso. Tra gli emendamenti di punta la restituzione dei sovra canoni per l’idroelletrico ai Comuni (4 milioni di euro rimessi in circolazione).

Il dibattito

Elso Gerandin (Mouv’). «Quando ci sono fallimenti di questo genere, la colpa non è certo esclusivamente della maggioranza. Le vittime sono i cittadini valdostani. In questo difficile momento avremmo potuto sommergerla di emendamenti, presidente Testolin, non l’abbiamo fatto. E’ prevalso il buon senso: ne presenteremo quattro. Nel bilancio Lei ha decretato la fine del settore agricolo che sta lentamente morendo». Lamenta i tagli drastici alle misure per la monticazione e le fiere.

Pierluigi Marquis (Sa) difende la scelta della proposta mutui prima casa (misto Finaosta-Banche) e i fondi per le ristrutturazioni perché «bisogna cercare di rilanciare l’edilizia, settore maggiormente colpito dalla crisi». Sono 700 le domande inevase per 700 milioni di euro. «Per noi non è una soluzione uno stop di cinque anni alle domande per i mutui prima casa. Tutte le Regioni intervengono con contributi (1.500.000 all’anno) per gli interessi in conto capitale. Così entrano in circolo soldi che fanno girare l’economia. Aspettare due anni per l’erogazione è un disservizio».

Così Stefano Aggravi (Lega). «Nessuno sta sottovalutando l’importanza del bilancio però qualcuno ha trattato la discussione sul bilancio come una mera presa d’atto. La possibilità di trovare dei punti di comunanza c’era ma si è persa l’occasione». Annuncia la presentazione del rimodulazione dell’Irpef.

Per Alessandro Nogara (Av) «chi paga per le scaramucce politiche sono i valdostani. Ci sono momenti in cui ci vogliono serietà e responsabilità. Chi costruisce un bilancio sa delle difficoltà alle quali va incontro. Restano in ballo tanti dossier che saranno ripresi in mano dal nuovo governo a maggio o in autunno. Senza le leggi applicative non si va da nessuna parte».

Così Alberto Bertin: «Per me il sipario su questa legislatura è calato il 19 dicembre con le dimissioni del presidente Fosson per il coinvolgimento nell’inchiesta Egomnia. Il bilancio che verrà approvato sarà ‘virtuale’. I contenuti arriveranno con la nuova maggioranza e con le variazioni di bilancio». Dice sì all’E-Day.

Parla di situazione di stallo Claudio Restano (Gruppo misto). «Il Defr potrebbe essere superato da una programmazione iniziale se ci fosse un governo con le idee chiare. Dobbiamo sottolineare l’incapacità del governo a trovare soluzioni ai bisogni. La necessità di programmazione è stata disattesa in virtù di problemi di tipo politico». Cita i settori di punta «il sistema socio-sanitario, il turismo, lo sviluppo dei comprensori turistici per i quali mancano strategie».
(da.ch.)

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