Defr: Rete civica frena su Cime Bianche e il documento passa con 18 voti
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 30/01/2020

Defr: Rete civica frena su Cime Bianche e il documento passa con 18 voti

Prosegue in serata il dibattito sulla legge di stabilità e il bilancio di previsione

E’ passato nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 30 gennaio, con 18 voti a favore, 10 contrari (Lega e VdA Libra) il Defr, documento di economia e finanza della Regione Valle d’Aosta. Sette le astensioni: M5S, Elso Gerandin (Mouv’), Cladio Restano e Emily Rini (PnV-Fv). Il dibattito sulla legge di stabilità e il bilancio di previsione può proseguire. I due incasseranno, è prevedibile, il sì risicato e l’esercizio provvisorio sarà dietro le spalle. A favorirlo Rete civica. Chiara Minelli e Albero Bertin hanno annacquato, ammorbidendo l’emendamento sul maxi-comprensorio Cime Bianche. Via il no secco alla realizzazione del collegamento Cervinia-Monterosaski per lasciare spazio a una ulteriore riflessione.

Emendamento di mediazione

Lo hanno chiamato «emendamento di mediazione per permettere a ogni forza politica di esprimersi sul destino di un territorio di tutta la comunità;  consentire un confronto ampio tra tutti i portatori d’interessi». Così Minelli: «Inviterei i colleghi a prendere conoscenza degli studi che già esistono sulla realizzazione del maxi-comprensorio Cime Bianche». Tutto questo fermo restando la loro posizione di contrarietà. Dunque via libera all’iter amministrativo con 26 favorevoli 9 contrari.

Le reazioni

Così Daria Pulz (Adu): «Tradotto dalla langue de bois gli approfondimenti sono di fatto lo studio di fattibilità tecnico-economico che dà il via alla sua realizzazione». Dice no «al nuovo paese dei balocchi» per ricchi.

L’assessore ai Trasporti Lugi Bertschy ringrazia Rete civica che «ha ragionato con serietà su questo argomento senza pretendere di avere la verità in tasca, senza avere la presunzione di dire agli altri cosa fare. Abbiamo semplicemente la volontà di dare risposte ai territori. Quest’opera nasce come esigenza dal territorio».

Lo definisce «baratto amministrativo» il capogruppo della Lega Andrea Manfrin «in cambio del sì al bilancio».

Lugi Vesan, capogruppo del M5S, ha ammonito: «Sarà l’ennesimo buco nell’acqua, come l’aeroporto e il trenino di Cogne. Sì proprio nell’acqua, quella nella quale si troveranno i piloni», evocando i cambiamenti climatici.

Il presidente Renzo Testolin ha scandito in aula: «Non è un baratto amministrativo, è buon senso amministrativo che ci permette di portare avanti un processo con tutta una serie di tappe. Se a prescindere vogliamo insinuare il dubbio che l’opera non si farà o si farà non è corretto. La prospettiva è di portare in montagna una clientela diversa, è un elemento positivo».

Ha ribadito Minelli: «Il nostro voto al Defr non è un voto di fiducia, visto che non esiste più un governo è un voto che tiene conto di alcuni importanti correttivi e di cui siamo soddisfatti e del fatto che è necessario approvarlo per proseguire con la discussione sulle leggi di bilancio». Restano le perplessità.

(danila chenal)

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