Coronavirus, portale INPS bloccato: i Consulenti del lavoro infuriati scrivono a Tridico
Economia & Lavoro
di Luca Mercanti  
il 09/04/2020

Coronavirus, portale INPS bloccato: i Consulenti del lavoro infuriati scrivono a Tridico

L'Associazione scrive al presidente dell'Ente, Pasquale Tridico e chiede un cambio di passo

I sistemi informatici dell’Inps non funzionano, il sito internet si blocca in continuazione. Lo denuncia l’Associazione nazionale Consulenti del Lavoro, infuriata, scrive una lettera di protesta al presidente dell’Ente, Pasquale Tridico.

I Consulenti rilevano: «noi eravamo pronti a sostenere gli impegni da professionisti e intermediari dell’Istituto, ma voi eravate pronti?».

Rivolgendosi a Tridico, i Consulenti del lavoro chiedono:

  • l’Istituto che Lei presiede, in questi ultimi 40 giorni, si è preparato ad affrontare le ricadute operative, tecniche, gestionali ed organizzative derivanti dalla tragedia che ha colpito questo Paese?
  • i dirigenti della divisione tecnologica hanno valutato che la prevedibilissima e scontata moltiplicazione del numero di soggetti che avrebbero fatto accesso al Vostro sito, avrebbe comportato una problematica tecnica di “tenuta” della piattaforma informatica?
  • E’ stata valutata l’alternativa di costruire un’unica procedura informatica per la gestione dell’ammortizzatore sociale emergenziale “COVID-19”, anziché utilizzare le molte procedure di richiesta già presenti sul sito e idonee a gestire situazioni di normalità e non eventi di questa portata?

«Le garantiamo  però che, in tutti noi, si è fatta strada la consapevolezza che non eravate pronti e se mai qualche suo dirigente si fosse posto gli interrogativi di cui sopra, noi oggi non saremmo così furibondi».

Struttura inadeguata

I Consulenti del lavoro puntano il dito: «quasi nulla è stato fatto per adeguare la struttura tecnologica dell’INPS – profilo “intermediari” per garantire l’accesso contemporaneo dei professionisti e la ricezione di milioni di domande di CIGO, FIS, Ticket».

Cosa non funziona

I Consulenti rilevano che:

  • Accesso al sito: abbiamo migliaia di schermate di mancato accesso al sito che i colleghi ci inviano ogni minuto del giorno e della notte;
  • Procedure di presentazione della CIGO: sono rimaste invariate rispetto al passato e ci costringono a presentare una pluralità di domande; se in azienda sono presenti apprendisti o part time, con la conseguente moltiplicazione del numero di istanze che l’Istituto sarà chiamato a processare, autorizzare, liquidare (certamente, non il prossimo 15 aprile!);
  • Assenza di riscontro tra le informazioni inserite per le domande di CIGO e la consultazione delle stesse tramite le schermate del sito;
  • Impossibilità di accedere al servizio e, quando si accede, impossibilità di consultare e rintracciare i certificati di malattia, necessari per elaborare le paghe di marzo;
  • Impossibilità di accedere al servizio per lo scarico delle informazioni sugli assegni familiari, mai come in questo momento utili ad integrare il reddito dei lavoratori sospesi.

La richiesta

I Consulenti del lavoro chiedono a Tridico di «di imporre il cambiamento dell’Istituto che presiede e di darci dimostrazione della sua reale volontà di incidere sulla variazione delle modalità relazionali che l’INPS (coni suoi dirigenti) adotta nei confronti degli intermediari, delle aziende e dei lavoratori. Chiediamo almeno il funzionamento costante senza blocchi del sito internet dell’Inps a ogni ora e per tutti i servizi oggi disponibili».

La testimonianza: PIN Inps, procedura cervellotica

«L’azienda per cui lavoro ha chiesto attraverso il suo consulenti del lavoro la Cassa integrazione in deroga – racconta Paolo, lavoratore di Aosta -. Una mia collega ed io, invece, abbiamo prima utilizzato due settimane di ferie, poi abbiamo optato per il congedo parentale, avendo figli piccoli a casa. E qui la brutta sorpresa: il congedo lo dobbiamo chiedere a titolo individuale all’Inps. Ma essendo iscritto ad altra Cassa ho dovuto registrarmi e chiedere il PIN. Qui viene il bello: a parte il fatto che ho impiegato due giorni per poter entrare nel portale, il rilascio del PIN è operazione cervellotica. Metà del PIN, infatti, è stato comunicato via sms, mentre per l’altra metà l’Inps la invierà – non è dato a sapersi quando – per posta tradizionale al mio domicilio. Trovo assurda questa procedura, e non solo in questo momento di emergenza. E se il PIN non arriverà, come farò? Io tengo famiglia e ho bisogno dei soldi».

(lu.me.)

 

 

 

 

Rhêmes-Saint-Georges, finestra di transito sulla regionale n.24 chiusa da ieri sera per una frana
Sono iniziate questa mattina le operazioni di pulizia della frana che ieri sera attorno alle 20.30 ha invaso la carreggiata a Frassiney
di Erika David 
il 26/06/2026
Sono iniziate questa mattina le operazioni di pulizia della frana che ieri sera attorno alle 20.30 ha invaso la carreggiata a Frassiney
Segretari comunali, niente «vuoto normativo», Aosta continuerà a scegliere per ultima
Dopo la dichiarazione di incostituzionalità dell'articolo 20-sexies introdotto dall'articolo 16 delle legge regionale numero 15 del 2025 per la nomina del segretario comunale di Aosta, la Regione non interverrà a modificare alcunché, ritenendo buono l'articolo 20-quater della legge regionale 6/2014 valida per tutti i Comuni. Il futuro di Stefano Franco ad Aosta appeso a un filo
il 25/06/2026
Dopo la dichiarazione di incostituzionalità dell'articolo 20-sexies introdotto dall'articolo 16 delle legge regionale numero 15 del 2025 per la nomina...