Agricoltura di montagna, Lanièce: «favorire l’accesso alla manodopera»
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 16/04/2020

Agricoltura di montagna, Lanièce: «favorire l’accesso alla manodopera»

Lo ha chiesto il senatore valdostano alla ministra Teresa Bellanova

Sostenere l’agricoltura di montagna e favorire l’accesso alla manodopera. E’ quanto chiede il senatore valdostano del Gruppo per le autonomie Albert Lanièce alla ministra Teresa Bellanova.

Manodopera, rivedere la normativa

Così in aula. «L’agricoltura di montagna è oggi quella maggiormente esposta ai venti della crisi che sta per investire anche questo settore. Per questo occorre un’attenzione dedicata, con misure forti, a cominciare da quelle per garantire l’imminente stagione di raccolta». «Nel Cura Italia  il nostro gruppo ha presentato una serie di ordini del giorno sulla ripartenza del settore che chiediamo si tramutino quanto prima in specifiche norme. Serve, soprattutto nei nostri territori, favorire l’accesso della manodopera, garantendo naturalmente la massima sicurezza dei lavoratori. Per questo bisogna rivedere la normativa che disciplina i soggetti che possono aiutare nell’attività di raccolta, ad esempio nella vendemmia, dove sono impiegati parenti e amici che aiutano il coltivatore».

Incentivi alle assunzioni

Prosegue. «Allo stesso tempo, attraverso incentivi fiscali e contributivi, si deve favorire l’assunzione di percettori di reddito di cittadinanza, di pensionati e di lavoratori in cassa integrazione. Non dimentichiamoci che l’agricoltura dei territori alpini svolge una preziosa funzione contro lo spopolamento dei territori e nel contrasto al dissesto idrogeologico. Anche per questo occorrono misure straordinarie, impegnandosi anche per quella semplificazione burocratica e delle norme che da sempre rappresenta un ostacolo alla vita delle piccole e piccolissime imprese».

Infine. «E’ sicuramente positivo che con il Cura Italia proprio qui in Senato si è riusciti a semplificare le procedure per un anticipo dei contributi Pac. E’ questa la strada da perseguire, ma non abbiamo molto tempo perché i raccolti non aspettano di certo i tempi della burocrazia e, soprattutto, non possono sopportare l’assenza di lavoratori e di manodopera. La ripartenza del settore è fondamentale anche per scongiurare un aumento dei prezzi su beni di primaria importanza. Non dimentichiamocelo e facciamo tutto il possibile per tutelare un settore importantissimo della nostra economia e che merita grande attenzione».

(re.aostanews.it)

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