Coronavirus: Pays d’Aoste Souverain chiede 300 milioni di euro per la ripartenza
POLITICA & ECONOMIA
di Thomas Piccot  
il 21/04/2020

Coronavirus: Pays d’Aoste Souverain chiede 300 milioni di euro per la ripartenza

La cifra è necessaria a rilanciare il mercato e garantire l'occupazione; chiesta anche la riduzione dell'IMU sulle seconde case

Pays d’Aoste Souverain chiede una manovra 300 milioni di euro per contrastare la crisi economica generata dall’emergenza Coronavirus.

Il movimento chiede, anche, ai parlamentari e al presidente della Regione, di intervenire per trattenere in Valle d’Aosta tutto il gettito dell’IMU. La cifra che viene versata nelle casse dello Stato dai comuni è di circa 32 milioni di euro. In particolare, si fa riferimento alla quota legata alle strutture alberghiere.

Gli indipendentisti vanno all’attacco. «La montagna ha partorito il topolino. Il primo provvedimento del Consiglio Regionale per tamponare i problemi di imprese e lavoratori non risolve praticamente nulla». È quanto si legge.

Per Pays d’Aoste Souverain sono necessari 300 milioni

«Se l’Alto Adige ha in mente una manovra da un miliardo, noi non possiamo prevedere una spesa inferiore ai 300 milioni» scrivono in una nota. Pays d’Aoste Souverain spiega che la cifra si può ricavare «con una variazione di bilancio da fare in una settimana che sblocchi circa 120 milioni, disponibili». Nel comunicato, tuttavia, non è specificato come reperire i restanti 180 milioni necessari.

L’intervento regionale si rende necessario per un «parziale indennizzo alle aziende private, escluse le partecipate, con attività di interesse locale, a seconda dei mancati introiti già patiti e che certamente verranno nei prossimi mesi. Il tutto dimostrato con la precedente denuncia dei redditi o bilanci aziendali raffrontabili con i vari trimestri dell’anno corrente».

Per il movimento indipendentista, in questo modo, le aziende potrebbero sopravvivere senza bisogno di indebitarsi. L’intervento pubblico, inoltre, dovrebbe permettere un rilancio del mercato e la salvaguardia dei posti di lavoro.

Riduzione dell’IMU sulle seconde case

La seconda richiesta è uno sgravio fiscale del 25% dell’IMU sulle seconde case. «Questo sgravio ne incentiverebbe l’utilizzo con evidente ricaduta economica sull’indotto turistico e creerebbe le basi per una Pax Populi con i turisti dopo le tensioni che si sono venute a creare per la disastrosa comunicazione sull’emergenza sanitaria da parte della Presidenza della giunta regionale» conclude la nota del portavoce Christian Sarteur.

(t.p.)

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