Celiachia: un progetto per condividere la propria esperienza
Sanità
di Thomas Piccot  
il 26/05/2020

Celiachia: un progetto per condividere la propria esperienza

Il progetto è presentato dall'Aic Valle d'Aosta

Condividere la propria esperienza perchè la patologia sia più riconoscibile. Con questo obiettivo, l’Associazione Italiana Celiachia Valle d’Aosta promuove il progetto ‘CondividiAmo la Celiachia’. L’intenzione è di raccogliere le storie delle persone affette da celiachia, per trasformare l’esperienza in vissuto costruttivo e condiviso, fatto di esperienze e di informazioni che possono diventare utili e preziose per se stessi e per gli altri.

«Condividere le emozioni può contribuire ad accettare la condizione»

La celiachia è una patologia sempre più diffusa i cui sintomi si manifestano in modo molto variabile, rendendo spesso difficile la diagnosi. «Pensiamo che la condivisione della propria esperienza possa aiutare a renderla più riconoscibile. La diagnosi a volte può provocare rabbia e senso di esclusione per le implicazioni che può avere nella propria socialità. Ecco perché condividere queste emozioni attraverso la scrittura può aiutare a dare un senso alla propria esperienza e può contribuire ad accettare questa nuova condizione»; fanno sapere dell’Aic VdA.

Il progetto

Il testo, di carattere autobiografico e corredato da una propria fotografia o da un’immagine evocativa dell’argomento svolto, tratterà in modo libero e spontaneo il tema della celiachia da un punto di vista personale, attraverso il racconto del proprio vissuto. Dalla diagnosi alle sensazioni provate, dall’impatto sulla vita sociale, alla condizione attuale.

Il racconto (4.500 caratteri massimo) dovrà essere spedito via mail all’indirizzo info@aicvda.it, oggetto ‘Progetto CondividAmo la Celiachia’ insieme al modulo di partecipazione compilato e firmato (che può essere richiesto allo stesso indirizzo mail).

Cos’è la celiachia

La celiachia è un’infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti già predisposti. Se non trattata può portare a conseguenze drammatiche come il linfoma intestinale. La dieta senza glutine è a oggi l’unica terapia disponibile, da seguirsi con rigore per tutta la vita. L’Aic Valle d’Aosta crede fortemente nella diagnosi come strumento principale di prevenzione. L’associazione è nata proprio con l’obiettivo di fornire un servizio attento alle specifiche esigenze dei celiaci valdostani, legati alle abitudini alimentari ma anche alle caratteristiche peculiari del territorio.

Le fasce più colpite in Valle d’Aosta

Chez nous, la fascia d’età più colpita è quella 41-65 anni (40% circa; come dire 210 celiaci), seguita dalla fascia 19-40 anni (33%; 174 persone). Aic VdA è nata per tutelare i diritti di tutti i celiaci, assistendoli e impegnandosi per l’istruzione e l’educazione dei celiaci e dei familiari; ma anche sensibilizzando le strutture sanitarie, amministrative e politiche con l’obiettivo di migliorare l’assistenza.

(re.aostanews.it)

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