Saint-Vincent, la storia di Sara Najat: malata di cancro, la speranza è una cura sperimentale in Germania
Sanità
di Thomas Piccot  
il 09/06/2020

Saint-Vincent, la storia di Sara Najat: malata di cancro, la speranza è una cura sperimentale in Germania

La malattia le è stata diagnosticata nel 2017; in suo aiuto è arrivata l'associazione Gaia, che ha lanciato una campagna di crowfunding

«Vedo finalmente una luce in fondo al tunnel». A parlare è Sara Najat, ex modella di 35 anni, moglie e madre di un bimbo di tre anni Adam, che da tre anni combatte contro un tumore al cervello. La giovane ha trascorso la quarantena nella casa di mamma Zora e papà Karim a Saint-Vincent in attesa di partire per la Germania dove la attende una cura sperimentale.

«Per i medici italiani ero una malata terminale – racconta – . Sono stata sottoposta a tutto: dalla chemio alla radio. Mio marito Andrea non si è arreso. La nostra speranza è legata all’Istituto di immunoterapia oncologica di Koln che sta sperimentando una cura per il tumore al cervello e mi ha accettata. Sono stata in Germania dove mi hanno fatto il prelievo del sangue per mettere a punto una cura personalizzata e mirata. Ci tornerò a giugno dopo l’esito della risonanza magnetica che farò all’ospedale Parini i primi giorni di giugno».

Un barlume di speranza per Sara Najat arriva dalla Germania

Il male che dal 2017 affligge Sara si chiama astrocitoma. Si è presentato dapprima in forma benigna e poi si è ripresenta al quarto stadio. Non le manca il coraggio e insieme al marito Andrea Tironi di Civitanova Marche e al piccolo Adam inizia la battaglia contro il tumore. La malattia dapprima regredisce ma poi ritorna. L’esito finale sembra nefasto. Almeno così per i medici che l’hanno curata. Poi un barlume di speranza arriva dalla Germania, ma la cura è costosa.

In suo soccorso arriva l’associazione Gaia che ha avviato una campagna di crowfunding sulla piattaforma Gofund. Si commuove Sara: «Le persone stanno rispondendo bene; la gente buona ancora esiste. Anche se non mi conoscono donano. A volte piccole somme ma sono in tanti a farlo. Finché c’è vita c’è speranza e io voglio, con tutte le mie forze, vincere la battaglia contro il cancro».

La sfortuna pare accanirsi contro questa giovane donna. Durante il periodo di confinamento è caduta ed è finita all’ospedale di Aosta dove le è stato diagnosticato uno schiacciamento di vertebre: «Sono stata sdraiata per un intero mese».

Nella foto: Sara Najat insieme al marito e al figlio.

(danila chenal)

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