Monte Bianco: si riaccendono i riflettori sul confine conteso tra Italia e Francia
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 10/06/2020

Monte Bianco: si riaccendono i riflettori sul confine conteso tra Italia e Francia

Il contenzioso va avanti dal 1860 e la disputa si è riaccesa con la chiusura dell'accesso al ghiacciaio del gigante dal rifugio Torino da parte dei francesi

Monte Bianco: si riaccendono i riflettori sul confine conteso tra Italia e Francia. E’ di questa mattina, mercoledì 10 giugno, la riposta del ministero degli Esteri a un’interrogazione del senatore valdostano del Gruppo per le autonomie Albert Lanièce. «Ha assicurato il suo impegno per trovare una rapida soluzione alla problematica del confine italo-francese sorta dopo la chiusura dell’accesso al ghiacciaio del Gigante dal rifugio “Torino” disposta dal sindaco di Chamonix» fa sapere il senatore.

La vicenda

Spiega. «Il sottosegretario Scalfarotto ha specificato che le autorità italiane hanno più volte manifestato il loro disappunto alla Francia per una violazione dei confini che viene meno anche a quanto concordato dalla Commissione mista italo-francese per la manutenzione del tracciato di confini. Allo stesso tempo l’Italia ha rinnovato alla Francia la sua disponibilità al dialogo, ribadendo anche che in gioco non c’è un interesse solo economico, ma anche un simbolo da tutelare, visto che le pretese di Parigi consegnerebbero alla Francia l’intera cima della vetta più alta d’Europa e il rifugio Torino».

«A tutto questo si aggiunge anche il tema della sicurezza in montagna, che oggi non può essere garantita se, come accaduto la scorsa estate, da parte dei sindaci di Chamonix e di Saint-Gervais-les-Bains vengono adottate ordinanze di divieto di atterraggio con parapendio in un raggio di 600 metri dal Monte Bianco e che, data l’incongruenza tra le cartografie italiana e francese, finisce per interessare un’area che l’Italia ritiene proprio territorio.

Bene quindi la volontà del Governo di cercare un confronto e una soluzione con la Francia. Si tratta di un problema che si protrae da troppo tempo e su cui è giunta l’ora di mettere la parola fine».

Il contenzioso

La vicenda della proprietà della cima del monte Bianco, come d’altronde tutti i contenziosi internazionali, è complessa e affonda le sue radici nella storia italiana, precisamente nei Trattati di Torino del 24 marzo 1860 e nel Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947. Entrambi definiscono il confine tra Francia e Italia nello spartiacque fluviale e che costituisce il confine naturale e idrogeologico della cima contea. Stando alla natura che ha ispirato da sempre i cartografi, il confine da sempre è passato sulla “displuviale del colle del Gigante, lasciando una consistente porzione di punta Helbronner e tuta la zona circostante al rifugio Torino ampiamente i in territorio italiano.
(re.aostanews.it)

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