Geenna, Alessia Favre: «Carcea finì nel mirino delle antipatie della maggioranza»
Alessia Favre all'uscita dal Tribunale di Aosta
CRONACA
di Federico Donato  
il 25/06/2020

Geenna, Alessia Favre: «Carcea finì nel mirino delle antipatie della maggioranza»

L'attuale consigliera regionale e, all'epoca dei fatti, consigliera comunale di minoranza a Saint-Pierre è stata sentita come testimone

Geenna, Alessia Favre: «Carcea finì nel mirino delle antipatie della maggioranza».

«Monica Carcea in certi momenti finì nel mirino delle antipatie di alcuni membri della maggioranza. Questa è una mia opinione. Però è evidente che quando si stava insieme, magari per una sigaretta prima del consiglio o per un caffè dopo la seduta non c’era piacere di stare tutti insieme». Lo ha riferito l’attuale consigliera regionale e, all’epoca dei fatti, consigliera comunale di minoranza a Saint-Pierre (comune sciolto per infiltrazioni mafiose) Alessia Favre, sentita come teste della difesa nel processo Geenna.

Francesca Peyron

Rispondendo alle domande dell’avvocato Francesca Peyron (difesa Carcea, accusata di concorso esterno), la testimone ha spiegato: «Prima delle elezioni amministrative dl 2015 conobbi Carcea. Tutti quelli che abitano a Saint-Pierre tendono a conoscersi. Più che lei però conoscevo la sua famiglia. Quando decisi di fare lista contattai Carcea, indicata come rappresentate della comunità calabrese di Saint-Pierre. Inoltre, sapevo che era fresca di laurea in economica e commercio. Sapevo anche che era molto attiva nel mondo della parrocchia e nel volontariato. Diciamo che il nome di Carcea mi fu in un certo senso suggerito dal parroco di Saint-Pierre».

Fatto sta che le due si incontrarono e «parlammo del nostro programma». Secondo quanto riferito da Favre, «Carcea disse che era già stata contattata dall’altra lista, quella dell’Uv e di Stella Alpina. Dimostrò interesse sul programma e, se ricordo bene, non declinò immediatamente l’invito. Disse che ci avrebbe pensato». Ma poi Carcea comunico all’attuale consigliera regionale che «aveva già dato la disponibilità all’altra lista e non voleva mancare di rispetto a chi si era rivolto a lei per primo».

Riguardo ai rapporti tra Carcea e gli altri membri della giunta comunale «posso conoscere in base ai gossip che c’erano in paese – ha detto Favre rispondendo alle domande dell’avvocato Giulio Calosso (parte civile di Saint-Pierre) -. Ricordo però di votazioni disgiunte su iniziative del sindaco Paolo Lavy».

(f.d.)

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