Troppa confusione, Confcommercio chiede “regole certe per evitare giungla”
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Economia & Lavoro
di Luca Mercanti  
il 13/11/2020

Troppa confusione, Confcommercio chiede “regole certe per evitare giungla”

L'Associazione si rivolge a Regione e Comuni

Norme univoche su settori merceologici attivi in base all’ultimo Dpcm. Le chiede a Regione e Comuni Confcommercio Valle d’Aosta, perché “‘c’è troppa confusione, si rischiano discriminazioni, penalizzazione di alcuni esercizi commerciali se si lascia spazio a diverse interpretazioni”, dice il presidente dell’Associazione, Graziano Domidiato.

I commercianti valdostani ed in particolare quelli di Aosta sono amareggiati e delusi per l’incertezza che regna nell’applicazione dell’ultimo DPCM, già falcidiati dall’avanzata dei contagi di Coronavirus.

“Penso – commenta Dominidiato – che l’unica cosa certa nell’applicazione dell’ultimo Dpcm sia la confusione; una confusione generata dall’interpretazione del provvedimento che come i precedenti crea discriminazioni, penalizza alcuni esercizi e lascia spazio al libero arbitrio di alcuni, forti di questa incertezza generale”.

Il settore tessile

Secondo Confcommercio, i settori merceologici mal definiti dal Dpcm riguardano il tessile. “Non è chiaro – spiega Adriano Valieri, direttore generale di Confcommercio VdA – cosa si intenda come tessile: in base al Dpcm del 3 novembre può essere venduta solo la biancheria personale. Ma cosa si intende con tale termine? Coperte, lenzuola, piumoni, spugne bagno, come vengono definiti? Per non parlare se si possono vendere addobbi e decorazioni natalizie, alberi di natale e le relative illuminazioni”.

Confcommercio VdA chiede agli enti preposti di pronunciarsi in merito, “a tutela di tutto il mondo del commercio, dai negozi di vicinato, alla media e grande distribuzione, ai supermercati e ipermercati onde evitare che il commercio diventi una giungla in un momento così drammatico”.

Inoltre, Confcommercio chiede “regole certe in uno stesso mercato, a sostegno del fatto che allo stato attuale sanzioni e procedimenti amministrativi di chiusura temporanea metterebbero definitivamente in ginocchio molte aziende”.

(re.aostanews.it)

 

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