Riciclaggio, maxi sequestro della DIA: soldi “sporchi” reinvestiti anche in Valle d’Aosta
CRONACA
di Federico Donato  
il 20/02/2021

Riciclaggio, maxi sequestro della DIA: soldi “sporchi” reinvestiti anche in Valle d’Aosta

Operazione della Direzione investigativa antimafia nei confronti del commercialista Giuseppe Pontoriero, già condannato per violazione delle disposizioni contro la criminalità mafiosa e per reimpiego di denaro di provenienza illecita

Riciclaggio, maxi sequestro della DIA: soldi “sporchi” reinvestiti anche in Valle d’Aosta.

La Direzione Investigativa Antimafia, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, ha eseguito un decreto di confisca di beni emesso dal locale Tribunale (Sezione Misure di prevenzione) nei confronti di Giuseppe Pontoriero, commercialista 77enne, già condannato per violazione delle disposizioni contro la criminalità mafiosa e per reimpiego di denaro di provenienza illecita.

«Pontoriero – fa sapere la DIA – già nel 2012 era rimasto coinvolto nell’operazione “Piooner” poiché, nell’esercizio della sua attività professionale, agevolava il riciclaggio posto in essere da altri due co-indagati condannati per il favoreggiamento alla cosca ‘ndranghetista Spagnolo».

Soldi reinvestiti

Le indagini patrimoniali svolte dalla DIA e coordinate dal procuratore aggiunto Cesare Parodi, sono confluite in una proposta di applicazione di misure di prevenzione. Secondo gli inquirenti, a fronte di redditi ufficiali nettamente inferiori alle reali capacità economiche del professionista, è stato individuato il reinvestimento di denaro di illecita provenienza in un intricato reticolo societario al medesimo riconducibile, ma formalmente intestato ai familiari e localizzato tra Piemonte, Liguria, Puglia, Calabria e Valle d’Aosta.

Il Tribunale ha altresì disposto l’applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale per quattro anni.

4 milioni

Con il provvedimento in esame, che segue il sequestro anticipato già eseguito dalla DIA nell’aprile 2019, è stato sottoposto a confisca un consistente asset mobiliare e immobiliare del valore complessivo di 4 milioni di euro, ricomprendente beni aziendali e personali costituiti da una rinomata struttura ricettiva agrituristica, partecipazioni societarie, 38 beni immobili tra appartamenti, uffici e terreni e numerosi rapporti finanziari tra deposito titoli, conti correnti e polizze di risparmio.

(f.d.)

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