Siccità: il Piemonte chiede aiuto, la Valle d’Aosta risponde “criticità anche da noi”
AGRICOLTURA & TERRITORIO
di Luca Mercanti  
il 20/06/2022

Siccità: il Piemonte chiede aiuto, la Valle d’Aosta risponde “criticità anche da noi”

Situazione drammatica per agricoltura e zootecnia; ci sono colture come il riso che hanno assoluto bisogno di acqua

Siccità: il Piemonte chiede aiuto alla Valle d’Aosta, ma anche nella nostra regione la situazione è critica (come riporta una inchiesta di Gazzetta Matin in edicola oggi, 20 giugno).

“Ho ricevuto oggi una telefonata del governatore Alberto Cirio, in cui mi anticipava una richiesta di intervento sull’emergenza siccità – spiega il presidente della Regione, Erik Lavevaz -. Ho condiviso con lui i dati che testimoniano come anche la Valle d’Aosta stia riscontrando gravi criticità dovute alla carenza idrica”.

In merito alla richiesta, Lavevaz fa sapere che “stiamo effettuando tutti gli approfondimenti del caso, ma credo che le nostre effettive possibilità di intervento in questo campo non possano rispondere a un’emergenza ampia come quella che si sta configurando. Noi per primi vediamo i risultati di queste condizioni eccezionali, con i nevai già sciolti come se fossimo ad agosto e temperature altissime anche fino a 4.000 metri. Ci troveremo tutti a dover fare i conti con una carenza idrica importantissima”.

La situazione in Piemonte

Il Piemonte, dove al Po mancano oltre 3 metri di acqua di altezza, già 170 comuni hanno emesso provvedimenti di limitazione dei consumi. Al momento ci sono alcuni razionamenti notturni ma non sospensioni all’erogazione. In grave difficoltà le colture e la zootecnia: ancora una quindicina di giorni senza pioggia e si dovrà fare una scelta su quale colture trascurare.

Lo ha confermato a Verbania il presidente della Regione Piemonte a Radio Rai: “ci sono colture che hanno bisogno assoluto di acqua, le risaie soprattutto, e il periodo è molto delicato. Ho contattato il presidente della Valle d’Aosta per verificare la possibilità di un aiuto da una regione vicina perché i danni all’agricoltura piemontese rischiano di essere devastanti”.

(re.aostanews.it)

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