Carcere di Brissogne: circa 300 studenti valdostani “a confronto” con i detenuti
La direttrice Giordano, l'assessore Caveri e la sovrintendente Fey
CRONACA
di Federico Donato  
il 14/10/2022

Carcere di Brissogne: circa 300 studenti valdostani “a confronto” con i detenuti

L'iniziativa, che rientra nell'ambito del Piano Corresponsabilità educativa&Legalità 2022-2023, ha visto l'Assessorato all'Istruzione donare diversi libri alla Casa circondariale

Circa 300 studenti delle scuole superiori valdostane saranno coinvolti in un progetto dedicato a legalità, bene comune e rispetto delle regole. L’iniziativa, che rientra nell’ambito del Piano Corresponsabilità educativa&Legalità 2022-2023, prevede forum tematici dedicati a «giovani e detenuti a confronto», che prenderanno avvio venerdì 21 ottobre presso la casa circondariale di Brissogne.

Il progetto

Il progetto è stato presentato venerdì 14 ottobre dalla direttrice della casa circondariale Antonella Giordano, dall’assessore all’Istruzione Luciano Caveri e dalla Sovrintendente agli studi Marina Fey.

Come emerso in conferenza stampa, all’interno della casa circondariale di Brissogne verranno sviluppati confronti in tema di rispetto delle regole, dei ruoli e della persona, del bene comune, la gestione del tempo correlata alle dipendenze, l’importanza di una gestione favorevole del tempo vuoto e degli aspetti comunicativo-relazionali nella quotidianità con metodologie quali role play, analisi di caso, testimonianze, filmati, letture.

La conferenza stampa

«Il carcere fa parte della comunità valdostana e portare qui gli studenti non è voyeurismo – ha affermato Caveri in conferenza stampa -. Si tratta di incontrare un’umanità che va rispettata e capita. Serve a crescere dal punto di vista culturale». Sul punto, Giordano ha ricordato come «il nostro faro è l’articolo 27 della Costituzione italiana (che recita: “Le pene devono tendere alla rieducazione del condannato” ndr), quindi istruzione e cultura sono centrali nell’ottica della restituzione sociale».

La direttrice della Casa circondariale ha poi ricordato «quanto mi ha detto una volta una suora missionaria, cioè che ogni volta che apri una scuola chiudi un carcere».Secondo Marina Fey, «le attività programmate servono a sensibilizzare la comunità, dando un’immagine diversa del carcere. Qui il coinvolgimento è importante, perché si rischia l’isolamento. L’intenzione è quindi rieducare, cioè tirare fuori il meglio dalle persone per valorizzarlo».

I libri donati dall’Assessorato

Proprio in quest’ottica, l’Assessorato all’Istruzione ha consegnato alla direttrice della casa circondariale circa 300 libri (in diverse lingue) dismessi dal Sistema bibliotecario valdostano di cui una settantina del Fondo valdostano, un centinaio rientranti nella Sezione ragazzi e circa centocinquanta nella Sezione adulti.

«Avvenimenti come questo rappresentano la testimonianza del fatto che, grazie alla collaborazione tra istituzioni è possibile realizzare iniziative di alto valore socio-educativo – ha detto Caveri -; in primis la consegna di libri, ormai destinati al macero, che possono rifiorire nelle mani di altri lettori in uno spirito di corresponsabilità educativa e legalità e a seguire, i Forum tematici in cui alla presenza di esperti, i nostri giovani e i detenuti vengono guidati e stimolati a un positivo confronto in una realtà poco nota e talvolta stereotipata».

(f.d.)

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