Archiviazione Egomnia, Renzo Testolin: «E’ una notizia liberatoria per me»
Renzo Testolin
CRONACA
di Federico Donato  
il 28/10/2022

Archiviazione Egomnia, Renzo Testolin: «E’ una notizia liberatoria per me»

Il politico era stato indagato dalla DDA di Torino; cadute le accuse, è sempre più concreta l'ipotesi di un suo ingresso in Giunta

«La notizia» relativa all’archiviazione dell’inchiesta Egomnia su presunti episodi di voto di scambio alle elezioni regionali del 2018 «è liberatoria per me, ma resta il rammarico per una vicenda che mi ha coinvolto, mio malgrado, e ha pesato sulla mia famiglia e sul lavoro». Così il consigliere regionale Renzo Testolin, che era stato indagato dalla Direzione distrettuale antimafia nell’ambito dell’indagine sul presunto condizionamento delle regionali del 2018 da parte del Locale di ‘ndrangheta al centro dell’operazione Geenna del 2019.

A differenza degli altri politici coinvolti che avevano ricevuto un avviso di garanzia nel 2019 (e si erano dimessi dal Consiglio Valle), Testolin era inizialmente rimasto fuori dalle indagini, diventando anche presidente della Regione dopo il passo indietro di Antonio Fosson. Tuttavia, contestualmente al deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado di Geenna, il Tribunale di Aosta aveva trasmesso alcuni atti alla Procura di Torino, invitando i magistrati ad approfondire anche la posizione dell’ex presidente della Regione.

E così, nel marzo 2021, anche lui aveva ricevuto un avviso di conclusione indagini.

Per Testolin, che aveva sempre respinto gli addebiti, «leggere la notizia dell’archiviazione mi ha riportato un po’ di serenità anche a livello amministrativo. Penso anche all’opinione pubblica, ora non c’è più l’ombra di questa vicenda».

L’archiviazione è arrivata proprio nel momento in cui, secondo i ben informati, Testolin si appresta a entrare in Giunta. Eletto in consiglio alle regionali del 2020, è risultato il più votato dell’Uv.

Fosson: «Finiti tre anni di grande sofferenza»

«Sono finiti tre anni di grande sofferenza – commenta l’ex presidente Antonio Fosson -. La giustizia e la verità hanno finalmente vinto. Io ho sempre avuto molta fiducia e voglio ringraziare chi mi è sempre stato vicino e ha creduto nella mia innocenza, oltre agli avvocati e alla mia famiglia. Io sapevo di non aver fatto nulla, quindi ero sereno».

Rispetto alle dimissioni da capo dell’Esecutivo regionale a causa dell’inchiesta, Fosson aggiunge: «Non voglio dire nulla, saranno le persone a fare eventuali valutazioni».

Bianchi: «Ero tranquillo con me stesso»

Si dice «contento» Luca Bianchi, «anche se sembra una cosa banale da dire». Aggiunge: «Io ho sempre respinto ogni accusa. Ero tranquillo con me stesso, però quello che hanno fatto patire a me, alla mia famiglia e a chi mi è vicino…All’epoca avevo fatto un ragionamento: se una Procura mi indaga per voto di scambio, per il rispetto che ho delle istituzioni e del movimento (l’Uv ndr) ho preferito dimettermi. Però, a fronte di quanto successo dopo, lascio che sia la gente a giudicare…anche quello che alcuni ex colleghi hanno detto in Consiglio regionale. Obiettivamente mi auguro che voi giornalisti utilizziate gli stessi toni e articoli che avete utilizzato ai tempi».

Viérin: «Ricevuto fango ingiustamente»

«Esprimo grande soddisfazione per questa archiviazione, chiesta peraltro dagli stessi magistrati, che pone fine ad una vicenda durata più di tre anni e che dimostra in modo definitivo la mia totale estraneità a questi fatti, come quella dei miei colleghi, a cui va il mio pensiero – commenta Laurent Viérin -. Un’archiviazione definitiva, inoltre, che sancisce la mia assoluta estraneità da mondi lontani anni luce dai miei valori, dalle mie idee e dai princìpi che hanno sempre contraddistinto la mia azione politica e amministrativa».

Viérin poi aggiunge: «Le contestazioni che oggi decadono completamente mi hanno profondamente toccato nel 2019, così come la copertura mediatica che ne è stata fatta, portandomi alle dimissioni per salvaguardare, in primis, le Istituzioni che rappresentavo, da ombre che si insinuavano ingiustamente». Dopo aver ringraziato la sua famiglia «che ha sofferto forse ancora più di me per questo fango che ho ricevuto ingiustamente», l’ex assessore regionale dice: «Voglio ringraziare anche le tantissime persone che mi sono state vicine, allora come oggi – come anche quelle che non lo sono state – profondamente convinto che oggi si apra una nuova fase della mia vita ed esperienza personale, come anche della politica regionale».

Borrello: «La vicenda ha pesato sulla mia vita personale»

Gli avvocati Gianfranco Sapia ed Elena Corgnier (difensori di Stefano Borrello), invece, esprimono «soddisfazione per l’archiviazione del procedimento. Eravamo certi che il nostro assistito fosse estraneo ad ogni reato. Stefano esprime grande sollievo e contentezza per la fine di questa vicenda, ma anche amarezza per il peso che ha avuto nella sua vita personale, famigliare e sociale. Dopo aver appreso di essere indagato, pur avendo sempre sostenuto con forza la totale estraneità a ogni fatto contestato, ha dato esempio di grande responsabilità civica, etica e politica, rassegnando, pur non essendo dovute, le proprie dimissioni. Oggi è un giorno lieto per la giustizia e il nostro assistito ci ha confermato, come già aveva dichiarato in Consiglio regionale nel dicembre 2019 all’atto delle dimissioni, la propria fiducia nella giustizia e nelle istituzioni, e vuole ringraziare le propria famiglia e tutte le persone che in questi anni gli hanno manifestato sincera solidarietà, sostegno affetto e vicinanza»

(f.d.)

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