Edilizia: contratto regionale, sindacati chiedono il rinnovo e minacciano lo stato di agitazione
POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 18/11/2022

Edilizia: contratto regionale, sindacati chiedono il rinnovo e minacciano lo stato di agitazione

Feneal Uil, Fillea Cgil, Filca Cisl e Savt Costruzioni puntano il dito contro le associazioni di categoria e chiedono provvedimenti dopo cinque anni di attesa

Immobilismo sul contratto regionale di lavoro dell’edilizia, con minaccia di stato di agitazione e mobilitazione generale.

È quanto denunciato dai sindacati Feneal Uil, Fillea Cgil, Filca Cisl e Savt Costruzioni, che puntano il dito sulle associazioni di categoria Confindustria edili, Cna e Confartigianato.

La denuncia

I sindacati rompono il silenzio in materia di edilizia e ricordano come il contratto collettivo regionale sia fermo da 5 anni, con 2.300 lavoratori del settore che aspettano, rallentati «dall’immobilismo di Confindustria sezione edile, CNA e Confartigianato».

In una nota, Feneal Uil, Fillea Cgil, Filca Cisl e Savt Costruzioni alzano la voce.

«Ora basta fare melina sulla tempistica – tuonano le sigle sindacali -. Si proceda con il rinnovo del contratto collettivo regionale del lavoro. È incomprensibile, inaccettabile e non più tollerabile l’atteggiamento di Confindustria edili , CNA e Confartigianato, per lo stallo del rinnovo del contratto regionale, che i lavoratori attendono da cinque anni».

Le richieste

I sindacati presentano le richieste.

«Nella piattaforma chiediamo di riconoscere la produttività del settore in Valle d’Aosta, rivendichiamo una migliore condizione economica dell’indennità sostitutiva del pasto, una maggiore incisività sul tema della sicurezza, con il potenziamento dell’istituto degli RLST, una maggiore icasticità nella lotta al lavoro nero e al dumping contrattuale» chiedono ancora le sigle sindacali che rincarano la dose.

«Chiediamo, inoltre, di avere lungimiranza sul futuro del settore e sulle regole di appalto, che salvaguardi il lavoro e la sicurezza con maggiori investimenti per la formazione, rivolta a imprese e ai lavoratori – spiegano ancora -. Vogliamo che venga valorizzato il tessuto sano delle imprese sul territorio, senza tralasciare gli aspetti legati a un maggiore ruolo degli enti bilaterali a sostegno dei lavoratori e delle imprese del settore».

Il punto sull’edilizia

Le sigle sindacali ne approfittano per un punto della situazione sul settore edilizia.

«L’ultimo triennio – sottolineano ancora i sindacati – ha visto una crescita del settore grazie al bonus 110 e agli investimenti regionali. Un risultato ottenuto grazie anche all’impegno delle parti sociali, che attraverso gli accordi istituzionali sottoscritti, vede l’85% dei lavori in procedura negoziata assegnata alle imprese della Valle d’Aosta».

I sindacati evidenziano anche un trend «positivo di presenze di lavoratori registrati presso la cassa edile valdostana – analizzano -. La massa salari è passata infatti da 47.500.000 euro nel 2021 a 55.000.000 di euro nel 2022. Una crescita sostenuta anche per effetto degli interventi nazionali sul caro prezzi e dall’adeguamento del prezziario regionale».

Non c’è tempo da perdere

Insomma, per i sindacati non c’è più tempo da perdere per non mancare il treno della ripresa.

«Chiediamo responsabilità e rispetto per i 2300 lavoratori del settore – concludono -. Vogliamo risposte in tempi brevi, altrimenti proclameremo lo stato di agitazione del settore, che partirà con assemblee per arrivare alla mobilitazione regionale».

(alessandro bianchet)

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