Rider sfruttati: in Valle d’Aosta nessuna violazione
CRONACA
di Luca Mercanti  
il 28/03/2023

Rider sfruttati: in Valle d’Aosta nessuna violazione

Su 893 lavoratori stranieri controllati 92 sono risultati in cessione di account; scovati 23 irregolari e addirittura un minorenne impiegato

Sfruttamento rider, in Valle d’Aosta nessuna violazione riscontrata.

Anche la nostra regione è stata interessata dall’attività svoltasi nella serata di venerdì 24 marzo dai militari del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro (101 Nuclei Ispettorato del Lavoro e 5 Nuclei Operativi) affiancati dai Comandi  Carabinieri dell’Arma territoriale per individuare forme di sfruttamento lavorativo realizzate attraverso la cessione delle credenziali di accesso alle piattaforme di food delivery per l’esercizio dell’attività di ciclo fattorino (più comunemente conosciuti come “rider”).

Nell’operazione sono stati impiegati complessivamente 845 Carabinieri di cui 465 del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, 380 militari dell’Arma territoriale.

I controlli in Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta – comunica il Gruppo Carabinieri Aosta – i controlli sono stati effettuati dal Nucleo Ispettorato del lavoro supportato da militari del Comando Compagnia di Aosta e non sono state rilevate infrazioni o situazioni anomale, ricevendo grande disponibilità dai soggetti controllati che hanno apprezzato l’interessamento da parte dell’Arma per un fenomeno che al momento non ha interessato la nostra Regione.

I controlli nel Paese

I controlli nati da un’attività investigativa del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Milano unitamente alla Polizia Locale del capoluogo già nel settembre 2019, a seguito del coinvolgimento di alcuni ciclofattorini in incidenti stradali nella città di Milano anche mortali, e finalizzate al controllo della mancanza di qualsivoglia tutela applicata agli stessi rider ha poi fatto emergere una nuova forma di “caporalato digitale” attraverso l’illecita cessione di account.

Mentre inizialmente questa procedura era un fenomeno “fisiologico” dovuto alla volontaria e provvisoria messa a disposizione di terzi delle credenziali di login da parte del rider che, non volendo essere sloggato o penalizzato nel ranking, “prestava” volontariamente il proprio account senza pretendere alcun beneficio economico ma per il solo fine di mantenere in essere il rapporto con la/le piattaforma/e. L’applicazione monitora le prestazioni lavorative del rider durante il proprio turno di lavoro e, sulla base della performance del rider, attribuisce un punteggio allo stesso (ranking prestazionale). Più il punteggio è alto, più il rider è considerato affidabile.

A livello Nazionale i Carabinieri hanno proceduto a:

  • Individuare su “strada” e in particolare in ben 225 hot spot preventivamente censiti in tutto il Paese (luoghi ove i rider si ritrovano in attesa di ricevere gli ordini) 1609 ciclofattorini;
  • verificare la presenza del fenomeno della cessione di account trasversalmente sull’intero territorio nazionale, concentrato soprattutto nel centro-nord Italia con le dinamiche già evidenziatesi a Milano, in quanto su 823 lavoratori stranieri controllati, 92 di questi sono risultati in cessione di account per una percentuale pari all’11,2%;
  • accertare 23 prestazioni lavorative fornite da persone irregolari rispetto alle norme di soggiorno sul territorio nazionale;
  • avviare le verifiche su oltre 1500 rider circa l’effettivo assoggettamento dei lavoratori a tutti gli obblighi in materia di sicurezza ed igiene ai sensi delle norme prevenzionistiche in materia;
  • controllare anche un minore che lavorava in cessione di account che è stato riaffidato al proprio genitore.

(re.aostanews.it)

 

 

 

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