Morgex: il Parco della lettura punta al riconoscimento Unesco
comuni
di Danila Chenal  
il 08/04/2023

Morgex: il Parco della lettura punta al riconoscimento Unesco

Il modello le sue buone pratiche sono pronti a volare in Portogallo e in Ucraina

Morgex: il Parco della lettura punta al riconoscimento Unesco.

Il modello del Parco della lettura di Morgex e le sue buone pratiche sono pronti a volare in Europa.

L’interesse

«Abbiamo riscontrato un forte interesse a livello nazionale per il modello del Parco della lettura, ci siamo anche adoperati per proteggere l’idea depositando il marchio – spiega Giulia Radin, direttrice della Fondazione Natalino Sapegno, ideatrice insieme al Comune di Morgex del Parco -. Abbiamo però il desiderio di esportare la nostra esperienza perchè diventi un modello nelle politiche di contrasto alla povertà educativa, e continuare ad arricchire il Parco con nuove offerte culturali».

Per farlo, Fondazione Natalino Sapegno, insieme a Fondazione Santagata per l’Economia e la Cultura e alle Città creative Unesco per la letteratura, Lviv (Leopoli), in Ucraina, e Óbidos, in Portogallo, ha presentato il progetto Reeplai. Readers of Europe play, learn and interact.

Il progetto si inserisce nell’ambito dei bandi Creative Europe – Cooperation partnership small scale.

«La collaborazione con Fondazione Santagata ci ha permesso di entrare in contatto con queste due città agli estremi dell’Europa – spiega Radin – e di portare alla loro attenzione il Parco della lettura che è un unicum nel suo genere».

Il progetto

Il progetto prevede l’organizzazione di seminari per le persone che dovranno animare i parchi nei tre paesi su autori italiani, portoghesi e ucraini. A Morgex l’intenzione è proporre altri libri, tratti dalla cultura portoghese e ucraina, per avviare scambi e appuntamenti che coinvolgano sia la popolazione, sia le scuole, oltre a organizzare un incontro con la comunità ucraina ospitata in Valle d’Aosta.

«Esporteremo il modello del Parco della lettura a un’utenza differenziata – dice ancora Radin -. Il principio di base è giocare con le parole, ognuno lo fa con i mezzi che ha a disposizione. Non si realizzeranno parchi uguali al nostro, ma dei contesti inclusivi secondo le nostre linee guida. Alcuni giochi e alcune caratteristiche sono replicabili, noi abbiamo molti contenuti da offrire».

Difficile, secondo Giulia Radin, che alla prima candidatura il progetto possa essere accolto, ma importante è aver allacciato rapporti con due realtà così importanti con le quali lavorare.

(Erika David)

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